SCUOLA SUPERIORE PRIVATA PARITARIA
DECRETO N.338 MITF005006
DECRETO N.1139 MITNUQ500H
DECRETO N.2684 MIPMRI500E
DECRETO N.1717 MIPSTF500R
Istituto Freud Milano, istituto tecnico tecnologico, economico e liceo delle scienze umane

INCONTRI FORMATIVI CON PROFESSIONISTI DEL SETTORE ARBITRALE DI CALCIO

Nelle seguenti date alcuni studenti, saranno impegnati nella partecipazione a quanto in oggetto enunciato, presso la sede della Sezione AIA di Milano, sita in via Gaetano Crespi n. 5.

Nella fattispecie, verranno svolti incontri di formazione e sensibilizzazione in merito alle seguenti tematiche:

venerdì 23 gennaio 2026 – GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’EDUCAZIONE (l’arbitro come educatore e modello di comportamento per le nuove generazioni);

lunedì 9 febbraio 2026 – GIORNATA MONDIALE CONTRO IL BULLISMO ED IL CYBERBULLISMO (l’arbitro come figura che trasmette il contrasto a comportamenti abusivi, promuovendo un ambiente sano come quello dello sport;

venerdì 6 marzo 2026 – GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE (l’arbitro donna e la parità di genere nel mondo sportivo);

venerdì 20 marzo 2026 – GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE (l’arbitro promotore di equità e della lotta contro il razzismo nello sport);

 

CONTENUTI

Il settore arbitrale rappresenta una componente fondamentale del giuoco del calcio. Senza arbitri non esisterebbe una gestione imparziale delle partite e il calcio non potrebbe essere praticato in modo organizzato, sicuro e regolamentato. Gli arbitrisono figure ufficiali incaricate di far rispettare le regole del gioco durante una partita.

Essi:

• Dirigono la gara garantendo il corretto svolgimento.

• Prendono decisioni imparziali e definitive.

• Tutelano la sicurezza dei giocatori.

• Applicano le regole del Regolamento del Gioco del Calcio stabilite dall’IFAB (International Football Association Board).

Il team arbitrale moderno può includere:

• Arbitro principale

• Assistenti arbitrali (guardalinee)

• Quarto ufficiale

• Assistenti VAR e AVAR (nelle competizioni dove previsto)

 

La figura dell’arbitro nasce con l’evoluzione del calcio moderno nella seconda metà dell’Ottocento, in Inghilterra.

• Prima del 1860 circa, non esistevano arbitri in campo: erano i capitani delle squadre a risolvere le controversie.

 

• Negli anni 1860–1870, con la crescente competitività, si iniziò a usare dei giudici di gara fuori dal campo, chiamati “umpire”.

• Nel 1891, l’arbitro venne introdotto ufficialmente dentro al terreno di gioco, con il potere di prendere decisioni autonome.

Questa data segna la nascita reale dell’arbitro come lo intendiamo oggi.

 

L’arbitro è stato introdotto per rispondere a esigenze precise:

1. Garantire imparzialità o Con il calcio che diventava più competitivo, affidare le decisioni ai giocatori non era più possibile.

2. Evitare conflitti o Senza un giudice esterno, le discussioni tra squadre erano frequenti e spesso irrisolvibili.

3. Uniformare le regole o Serve una figura che applichi il regolamento allo stesso modo per tutti.

4. Tutela della sicurezza o La presenza di un arbitro riduce comportamenti violenti o irregolari.

5. Professionalizzazione del calcio

o Con la nascita dei campionati ufficiali, era necessario un sistema disciplinare preciso e riconosciuto.

Oggi il settore arbitrale è estremamente strutturato:

• Formazione continua e specifica (fisica, tecnica, regolamentare).

• Utilizzo della tecnologia (Goal Line Technology, VAR).

• Organizzazioni internazionali come FIFA e UEFA coordinano e qualificano gli arbitri per le competizioni più importanti.

L’arbitro è diventato una figura professionale altamente qualificata, essenziale per la correttezza e la credibilità del calcio moderno.

 

OBIETTIVI E FINALITÀ

  1. Promuovere i valori positivi dello sport

Gli arbitri, come garanti delle regole, possono trasmettere ai ragazzi:

• rispetto delle regole e delle persone;

•lealtà sportiva;

• importanza dell’imparzialità e della correttezza;

• spirito di collaborazione e fair play;

  1. Sensibilizzare sul rispetto e sulla gestione dei conflitti

Gli arbitri affrontano quotidianamente situazioni di tensione e decisioni delicate. Grazie alla loro esperienza possono:

• mostrare come gestire lo stress e le pressioni esterne;

• spiegare tecniche di comunicazione efficace;

• educare a risolvere i conflitti in modo maturo e non violento;

• promuovere una cultura del rispetto reciproco, anche davanti al dissenso;

  1. Contrastare fenomeni negativi: violenza, bullismo e linguaggio ostile

Il calcio è un microcosmo che rispecchia dinamiche sociali. Gli arbitri possono evidenziare: • come riconoscere e prevenire comportamenti aggressivi;

• quali sono le conseguenze di reazioni impulsive e verbali ostili;

• l’importanza dell’autocontrollo;

• il valore dell’empatia nelle relazioni tra pari;

  1. Far comprendere l’importanza delle regole nella vita quotidiana

Attraverso esempi pratici legati al campo:

• si può spiegare perché le regole esistono e come creano equità;

• si può mostrare come rispettarle permetta una convivenza più serena;

• si aiutano gli studenti a vedere le regole non come limiti, ma come strumenti di libertà e sicurezza;

  1. Stimolare la crescita personale e la responsabilità individuale

Gli arbitri professionisti raccontano percorsi personali impegnativi fatti di:

• impegno costante;

• capacità decisionali rapide;

• consapevolezza delle proprie azioni;

• confronto continuo con il giudizio altrui;

Questi elementi possono motivare gli studenti a sviluppare senso di responsabilità, autonomia e autostima.

  1. Conoscere una professione poco esplorata

Gli incontri permettono di:

• scoprire il mondo arbitrale, spesso poco conosciuto;

• capire la formazione, l’allenamento e la preparazione necessaria;

• analizzare come il ruolo dell’arbitro rappresenti una carriera sportiva alternativa, fatta di disciplina e valori forti;

  1. Promuovere il lavoro di squadra e la collaborazione

Gli studenti possono comprendere come anche gli arbitri lavorino in team:

• scambiando informazioni;

• supportandosi reciprocamente;

• prendendo decisioni condivise; Un modello utile per spiegare dinamiche di collaborazione anche nel contesto scolastico.

  1. Rinforzare il concetto di responsabilità digitale e comportamento online

Gli arbitri possono:

• sensibilizzare sull’uso rispettoso dei social;

• far riflettere sulle conseguenze di messaggi offensivi o disinformazione;

• evidenziare l’importanza della reputazione digitale


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