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SCUOLA FREUD – ISTITUTO FREUD - ECCO COME LO STATO USA LE NOSTRE TASSE

4 aprile 2018

SCUOLA FREUD – ISTITUTO FREUD

Tecnico Tecnologico Informatico – Tecnico Economico – Liceo Economico Sociale 

 

ECCO COME LO STATO USA LE NOSTRE TASSE 

Da metà aprile una pagina esplicativa dell’Agenzia delle Entrate a disposizione di 30 milioni di contribuenti

 

Arriva a metà aprile, con la stagione delle dichiarazioni, una pagina informativa personalizzata nel “cassetto” dell’Agenzia delle Entrate con la quale circa 30 milioni di contribuenti potranno apprendere come sono state adoperate le proprie imposte versate nell’anno precedente. Ci saranno una tabella e un grafico che riconduce alle principali voci, dall’istruzione al debito pubblico. I cittadini che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2017 – annuncia l’Agenzia delle Entrate – potranno così conoscere come sono state distribuite le imposte concernenti, il 2016, entrando al proprio cassetto fiscale o nella dichiarazione precompilata, in pratica attraverso l’accesso telematico alle proprie pagine fiscali che già molti cittadini hanno.Scuola Privata Paritaria Freud

“Nella speranza di fare cosa gradita – si legge nella breve istituzione alla pagina – Agenzia delle entrate desidera fornirti alcune informazioni con l’obiettivo di essere ancora meglio al servizio tuo e dell’intera comunità. (…) Cooperare alla propria comunità è essenziale, – conclude – ma pensiamo lo sia anche avere la consapevolezza, per rispetto del cittadino prima ancora che del contribuente, di come vengano utilizzate le risorse fiscali”.

E’ questa propria la filosofia che ispira il progetto che – ricorda l’Agenzia – rientra nel percorso tracciato dal direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, per “ottimizzare il senso di complicità dei cittadini troppo spesso considerati soltanto contribuenti”.

I soggetti potenzialmente interessati sono circa trenta milioni. Ci sono i circa venti milioni che hanno compilato il modello 730 direttamente o tramite intermediari e altri dieci milioni che invece dichiarano attraverso il modello Redditi. La novità scatterà, di fatto, dalla metà di aprile, con l’avvio della stagione delle dichiarazioni dei redditi.Economico Turismo Freud

“Entrando al proprio cassetto fiscale o consultando la dichiarazione precompilata via web – spiegano alle Entrate – si potrà comprendere come sono state distribuite le risorse fiscali in un quadro sintetico che contiene le principali voci di spesa”.

In pratica sarà possibile scoprire come le proprie imposte versate – dall’Irpef alle varie addizionali, dalla cedolare sugli affitti al contributo di solidarietà – vengono ”impacchettate” nelle diverse voci del bilancio della pubblica amministrazione: sanità pubblica, previdenza, istruzione, sicurezza, ordine pubblico, trasporti, cultura, protezione del territorio, ma anche la quota parte del debito pubblico o come si contribuisce al bilancio dell’Unione europea, oltre ai servizi generali delle pubbliche amministrazioni.

Ecco allora che Mario Rossi che ha versato 10 mila euro d’imposta saprà sui redditi del 2016, saprà che 2.125 euro sono stati destinati alla voce previdenza e assistenza, 1.934 euro sono andati alla sanità, 1.090 euro all’istruzione, 882 euro a difesa, ordine pubblico e sicurezza, 832 ai servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione e così via. Tutte le principali voci di spesa dello Stato è, quindi, riassunto in una tabella e in un “grafico a torta” attraverso il quale il contribuente potrà verificare concretamente il percorso compiuto dalle imposte in base alla propria dichiarazione dei redditi 2017.

L’accesso a questa nuova ‘pagina’ segue lo schema che il fisco utilizza già per la dichiarazione precompilata. Servirà la password a tutela della riservatezza. Si potranno usare per questo sia lo Spid, il sistema pubblico d’identità digitale che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi on line delle amministrazioni pubbliche oppure, in alternativa, le password e il pin dei servizi dell’Agenzia delle Entrate, della carta nazionale dei servizi, dell’Inps o del portale NoiPa (quelle dei dipendenti pubblici). Ma si potrà anche chiedere di saperlo tramite un intermediario: un Caf o un professionista abilitato. Sono tante le strade possibili per questa nuova “cognizione fiscale”.scienze umane opzione economico sociale

 

 


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