1 settembre 2026
Eccoci. Anche quest’anno è arrivato quel momento magico in cui le vacanze finiscono e la casa torna lentamente a riempirsi di zaini, tablet, PC, notifiche del registro elettronico e frasi come: «Ma quando comincia esattamente la scuola?».
I nostri ragazzi delle superiori sono ormai grandi. O almeno così ci ricordano ogni volta che proviamo a dare loro un consiglio. Hanno opinioni su tutto, gusti precisi, programmi chiarissimi per il futuro… peccato che spesso non sappiano dove abbiano lasciato le chiavi di casa cinque minuti prima.
Noi genitori, invece, affrontiamo l’inizio della scuola con un misto di emozione e rassegnazione. Ci chiediamo se abbiano fatto abbastanza vacanze, se siano pronti, se abbiano ancora memoria di come si fa un’equazione e soprattutto se, dopo tre mesi di sveglie spente, saranno capaci di alzarsi alle sette senza considerare la cosa una grave violazione dei diritti umani.
Li guardiamo crescere e ci accorgiamo che ogni settembre sono un po’ più grandi. Magari non lo dicono, magari fanno finta di non essere emozionati, magari rispondono al nostro «Sei pronto per ricominciare?» con un eloquente «No».
Eppure, sotto quella faccia da adolescente annoiato, sappiamo che c’è anche un po’ di curiosità. Nuovi professori, amici da ritrovare, progetti, interrogazioni, risate nei corridoi e magari qualche sogno che comincia a prendere forma.
Quindi sì, ricominciamo. Noi con il caffè, loro con le cuffie. Noi con l’agenda piena di impegni, loro con il misterioso talento di dimenticare quelli importanti.
Buon anno scolastico, ragazzi. Che sia un anno pieno di scoperte, soddisfazioni, qualche sana caduta e tantissimi momenti da ricordare.
Un genitore della Scuola S. Freud
