18 luglio 2026
Mai parlare male degli insegnanti davanti ai figli: il rispetto educa quanto le parole
Scuola e famiglia sono alleate, non avversarie. È questo il messaggio che emerge con forza dalle recenti riflessioni del filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti, che invita i genitori a non criticare gli insegnanti davanti ai propri figli. Un invito che va oltre la semplice buona educazione: riguarda la crescita emotiva, la fiducia e la costruzione di relazioni sane tra le principali figure educative di un ragazzo.
Il rischio di perdere fiducia nelle figure educative
Per un bambino o un adolescente, l'insegnante rappresenta una delle prime figure di riferimento al di fuori della famiglia. È una persona con cui si costruiscono rapporti, si affrontano difficoltà, si imparano competenze ma anche valori.
Quando un genitore denigra un docente davanti al figlio, può generare un conflitto interiore: il ragazzo si trova a dover scegliere tra la fiducia riposta nella famiglia e quella costruita nei confronti della scuola. Il risultato, secondo Galimberti, è spesso una progressiva perdita di fiducia nelle figure adulte e nelle istituzioni educative.
Il dialogo è sempre la strada migliore
Questo non significa che gli insegnanti siano infallibili. Come ogni professionista, possono commettere errori o avere punti di vista differenti. Tuttavia, eventuali criticità dovrebbero essere affrontate attraverso un confronto diretto, rispettoso e costruttivo tra adulti, senza coinvolgere emotivamente i figli.
Quando scuola e famiglia dialogano con reciproca stima, gli studenti percepiscono coerenza educativa e si sentono più sicuri nell'affrontare il proprio percorso di crescita.
Educare significa fare squadra
L'educazione non è una responsabilità esclusiva della scuola né della famiglia. È un percorso condiviso che richiede collaborazione, ascolto e fiducia reciproca.
Difendere sempre e comunque il proprio figlio, così come delegare completamente alla scuola il compito educativo, rischia di impoverire il percorso di crescita dei giovani. Al contrario, quando genitori e docenti lavorano nella stessa direzione, i ragazzi imparano il valore del rispetto, della responsabilità e del confronto civile.
Il punto di vista della Scuola Freud
Alla Scuola Freud crediamo che il successo educativo nasca dall'alleanza tra famiglia e scuola. Ogni confronto è legittimo e spesso necessario, ma deve svolgersi con rispetto, trasparenza e spirito costruttivo.
Parlare bene della scuola non significa rinunciare al dialogo o accettare tutto passivamente: significa offrire ai ragazzi un modello di comunicazione adulta, capace di affrontare anche le difficoltà senza screditare le persone.
Educare è un lavoro di squadra. E quando famiglia e insegnanti si riconoscono reciprocamente come alleati, gli studenti crescono con maggiore serenità, fiducia e consapevolezza.
