24 agosto 2026
Educazione civica, bullismo e cyberbullismo: più diritto a scuola per formare cittadini consapevoli
Il CNDDU propone di rafforzare il ruolo dei docenti di Scienze giuridico-economiche nell’Educazione civica. Al centro, prevenzione del bullismo, cittadinanza digitale, conoscenza dei diritti e responsabilità.
La scuola contemporanea è chiamata non soltanto a trasmettere conoscenze, ma anche a fornire agli studenti gli strumenti necessari per comprendere le regole della convivenza civile e affrontare responsabilmente le relazioni, comprese quelle che si sviluppano negli ambienti digitali. In questa prospettiva si inserisce la proposta del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che ha richiamato l’attenzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito sulla necessità di valorizzare maggiormente la classe di concorso A-46 – Scienze giuridico-economiche, rafforzando la presenza delle competenze giuridiche ed economiche nell’insegnamento dell’Educazione civica.
Educazione civica: conoscere le regole per comprendere la società
L’Educazione civica, introdotta dalla Legge 20 agosto 2019, n. 92, prevede almeno 33 ore annuali e attribuisce particolare rilevanza alla Costituzione, alla legalità, alle istituzioni e alla cittadinanza digitale.Secondo il CNDDU, proprio le competenze dei docenti A-46 possono offrire un contributo specialistico nella comprensione dei diritti e dei doveri, delle responsabilità individuali e delle conseguenze giuridiche dei propri comportamenti. Il Coordinamento ha quindi chiesto anche una ricognizione nazionale sull'effettivo utilizzo di questi docenti e sul monte ore loro assegnato.
Bullismo e cyberbullismo: la prevenzione passa anche dalla conoscenza
Bullismo, cyberbullismo, discriminazioni, diffusione non autorizzata di immagini, offese attraverso i social network e comportamenti lesivi della reputazione rappresentano fenomeni sui quali la scuola deve intervenire soprattutto in termini educativi e preventivi. Non è sufficiente spiegare agli studenti che un determinato comportamento è sbagliato. È importante far comprendere perché lo è, quali diritti vengono violati, quali responsabilità possono derivarne e quali conseguenze possono prodursi per la vittima e per chi compie l'azione. La cultura della legalità diventa così uno strumento educativo: conoscere le norme significa imparare a riconoscere il confine tra libertà individuale e rispetto dei diritti degli altri.
La cittadinanza digitale è una nuova forma di cittadinanza
Una parte sempre più importante della vita degli adolescenti si svolge online. Social network, piattaforme digitali, messaggistica e strumenti di Intelligenza Artificiale hanno ampliato enormemente le possibilità di comunicazione, ma hanno anche reso più complessi i temi della privacy, dell'identità digitale, della reputazione e della responsabilità personale.
Per questo l'Educazione civica deve necessariamente confrontarsi con la dimensione digitale. Educare alla cittadinanza digitale significa aiutare gli studenti a comprendere che ciò che accade online non è separato dalla vita reale: anche nello spazio digitale esistono diritti, doveri, regole e responsabilità.
Il possibile ruolo dei docenti A-46
La proposta del CNDDU punta quindi a valorizzare le professionalità specialistiche dei docenti di Scienze giuridico-economiche. Tra le ipotesi indicate figurano il consolidamento delle ore di Diritto ed Economia negli indirizzi nei quali queste discipline sono già presenti e una loro progressiva valorizzazione anche nei percorsi dove attualmente non hanno uno spazio curricolare specifico. L'obiettivo non dovrebbe essere quello di eliminare la natura interdisciplinare dell'Educazione civica. Al contrario, si tratta di affiancare al contributo delle diverse discipline una competenza giuridica specifica, particolarmente utile quando vengono affrontati Costituzione, legalità, diritti, cittadinanza digitale e responsabilità.
La visione educativa della Scuola FREUD
Per la Scuola FREUD, educare significa accompagnare lo studente nella sua crescita complessiva, mettendo al centro non soltanto il rendimento scolastico, ma anche la persona, le relazioni, il rispetto degli altri e l'assunzione delle proprie responsabilità. La prevenzione del bullismo e del cyberbullismo non può quindi limitarsi alla gestione dell'emergenza quando un episodio si è già verificato. Occorre costruire quotidianamente una cultura basata su rispetto, ascolto, consapevolezza, inclusione e responsabilità. In questa prospettiva, l'Educazione civica assume un valore profondamente formativo: conoscere la Costituzione e i propri diritti significa anche imparare che ogni diritto trova il proprio equilibrio nel rispetto dei diritti degli altri.
Educare prima di sanzionare
La sfida per la scuola è soprattutto questa: intervenire prima che il comportamento scorretto si trasformi in un problema. La conoscenza delle regole, il dialogo, la capacità di comprendere le conseguenze delle proprie azioni e l'educazione all'uso responsabile delle tecnologie possono diventare strumenti concreti di prevenzione.
Rafforzare la cultura giuridica all'interno della scuola può dunque rappresentare un'opportunità per rendere l'Educazione civica ancora più concreta e vicina alla quotidianità degli studenti. Perché formare cittadini consapevoli significa insegnare ai ragazzi non soltanto quali sono le regole, ma soprattutto perché esistono e quale valore proteggono.
