12 settembre 2026
ress code a scuola: tra libertà personale, rispetto e responsabilità
Con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 torna al centro del dibattito il tema dell’abbigliamento a scuola. Come ci si dovrebbe presentare in classe? È giusto stabilire delle regole? E dove finisce il principio del decoro e inizia la libertà di espressione dello studente?
In Italia non esiste un dress code nazionale obbligatorio per gli studenti. Le singole istituzioni scolastiche possono tuttavia prevedere, attraverso i propri regolamenti e le proprie disposizioni interne, indicazioni sull’abbigliamento ritenuto adeguato all’ambiente scolastico.
La scuola è anche educazione al contesto
Il punto centrale non dovrebbe essere semplicemente stabilire cosa sia consentito indossare e cosa invece debba essere vietato. La questione è soprattutto educativa. Imparare a scegliere un abbigliamento appropriato significa comprendere che ogni ambiente sociale ha caratteristiche, funzioni e regole differenti. Ci vestiamo in modo diverso per praticare sport, andare al mare, partecipare a una cerimonia, affrontare un colloquio di lavoro o frequentare una giornata di scuola. La scuola rappresenta uno dei primi luoghi nei quali i giovani imparano a vivere all’interno di una comunità organizzata. Anche la cura della propria persona e il modo di presentarsi possono quindi diventare parte di un percorso più ampio di responsabilità, rispetto e consapevolezza.
Le regole cambiano da istituto a istituto
Il dibattito si è riaperto anche perché alcuni istituti italiani hanno adottato disposizioni particolarmente dettagliate. Tra i capi o gli accessori oggetto di limitazioni in alcune scuole figurano pantaloncini molto corti, bermuda, canottiere, top, jeans particolarmente strappati, ciabatte e infradito. In determinati casi sono state introdotte indicazioni anche relativamente a scarpe con tacchi o zeppe molto alte, unghie particolarmente lunghe e altri accessori. Si tratta, però, di decisioni assunte dai singoli istituti e non di un elenco di divieti valido indistintamente per tutte le scuole italiane.
Libertà di espressione e rispetto delle regole
L'abbigliamento, soprattutto durante l'adolescenza, rappresenta anche una forma di espressione dell'identità personale. Per questo motivo il tema richiede equilibrio. La scuola deve evitare che il concetto di decoro diventi un'imposizione eccessivamente rigida, ma allo stesso tempo deve aiutare gli studenti a comprendere che la libertà individuale si esercita sempre all'interno di una comunità.
Libertà e responsabilità non sono concetti contrapposti: crescono insieme.Una regola realmente educativa non dovrebbe avere come primo obiettivo quello di vietare, ma quello di spiegare. Uno studente che comprende il significato di una norma sarà progressivamente in grado di rispettarla non soltanto perché qualcuno glielo impone, ma perché ne riconosce il valore.
Anche il clima entra nel dibattito
Un ulteriore elemento riguarda le temperature elevate che possono accompagnare le prime settimane dell'anno scolastico. Le indicazioni sull'abbigliamento devono quindi confrontarsi anche con condizioni climatiche che rendono necessario trovare un equilibrio tra decoro, sicurezza, comfort e benessere degli studenti.
La visione educativa della Scuola Freud
Per la Scuola Freud, educare significa accompagnare lo studente nella costruzione progressiva della propria autonomia. Il rispetto dell'ambiente scolastico non deve essere percepito esclusivamente come un insieme di divieti, ma come parte di una cultura della convivenza. Presentarsi a scuola in maniera adeguata significa avere rispetto per sé stessi, per i compagni, per i docenti, per il personale e per l'istituzione scolastica. La scuola prepara infatti anche alla vita universitaria, professionale e sociale, contesti nei quali saper comprendere le situazioni e adottare comportamenti appropriati rappresenta una competenza importante. L'obiettivo educativo dovrebbe quindi essere quello di formare giovani capaci di scegliere, non semplicemente giovani abituati a obbedire. Perché il rispetto delle regole acquista il suo significato più profondo quando nasce dalla consapevolezza.
