27 marzo 2026
Il Dottor Daniele Nappo, Rappresentante Legale nonché Fondatore della Scuola Paritaria S. Freud, pone l'attenzione su come l’adolescenza sia una fase di trasformazione in cui la ribellione è un passaggio necessario per costruire la propria identità. Anche nel rapporto con i docenti, il conflitto non è negativo ma rappresenta un’opportunità di crescita, se accompagnato da regole chiare e apertura al confronto.
L'adolescenza è un periodo complesso contraddistinto da profondi mutamenti fisici e psicologici. In questo periodo uno dei bisogni più manifesti è quello di ribellarsi, creare uno spazio di opposizione coi genitori e i modelli educativi e culturali introiettati durante l'infanzia. Nel contesto scolastico esso si riflette nel rapporto tra docente e studente. Anche qui la necessità di ribellione non rappresenta un ostacolo all'educazione, ma un passaggio essenziale del processo formativo. Fin dall'infanzia il bambino cresce assorbendo valori, regole e comportamenti da genitori e figure di riferimento. Modelli sono necessari per fornire fiducia e orientamento, ma diventano poi insufficienti quando i giovani iniziano a interrogarsi su chi sono effettiva-mente. L'adolescente sente allora il bisogno di prendere le distanze, di mettere in discussione ciò che gli è stato trasmesso, non per rifiutarlo completamente, ma per verificarne la validità rispetto a sé stesso. Il docente, per l'allievo, non è soltanto un trasmettitore di conoscenze, ma un esempio culturale, valoriale e relazionale. Proprio per questo egli sente il bisogno di mettere alla prova la sua autorità. Questo è in realtà un tentativo di affermazione di sé. Attraverso il conflitto sperimenta i propri limiti e le proprie possibilità. Senza questo spazio il rischio è quello di una crescita inquadrata o, al contrario, di una dipendenza emotiva che impedisce lo sviluppo di un'identità autentica. Offrire regole chiare ma elastiche, accettare il confronto senza viverlo come attacco personale, significa consentire all'adolescente di sentirsi libero di esplorare, sapendo di avere un punto di riferimento stabile. La ribellione adolescenziale non è un errore da correggere, ma un processo naturale e necessario. Un rapporto docente-studente sano non elimina il conflitto, ma lo contiene e lo trasforma in occasione educativa.
