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SCUOLA FREUD - ISTITUTO FREUD - IL RUGBY IN NUOVA ZELANDA

16 gennaio 2018

SCUOLA FREUD - ISTITUTO FREUD

IL RUGBY IN NUOVA ZELANDA 

A cura dello studente di classe 5^ Informatica Milanesi L. – Impresa Formativa Simulata “Le Ultime di Sigmund”

Il rugby in Nuova Zelanda è considerato come una religione, infatti gran parte della popolazione neozelandese pratica fin da subito questo sport. Ogni anno le accademie sfornano nuovi campioni che già all’età di 20 anni si ritrovano a debuttare negli All blacks: la squadra più forte del mondo. I ragazzi di tutto il mondo rugbystico hanno come miti ed eroi i giocatori degli All blacks e ne hanno un’ampia scelta, dai più conosciuti come Jonah Lomu, Dan Carter e Richie McCaw, ai giovani prodigi come Beauden Barrett, Aaron Smith e Rieko Ioane, ovvero coloro che ora hanno sulle spalle il peso di questa maglia.Economico Turismo Freud

Questa squadra è conosciuta in tutto il mondo grazie alla sua invincibilità: è l’unica squadra ad aver vinto 3 mondiali, di cui due di fila. Il primo mondiale in assoluto nel 1987 in Nuova Zelanda, nel 2011 ancora in casa e nel 2015 nella casa del rugby, a Londra, in Inghilterra. Sono primi nel ranking mondiale dal 2011 con una percentuale del 94%, la seconda è l’Inghilterra con una percentuale del 90%. L’allenatore Steve Hansen, salito in cattedra dopo il mondiale del 2011, è tra gli allenatori più vincenti della storia di tutti gli sport. Anche i giocatori, già menzionati in precedenza, hanno statiche individuali impressionanti: Dan Carter detiene il record di maggior marcature nel rugby internazionale: per un totale di 1598 punti. Nominato come “miglior giocatore dell’anno” nel 2012 e nel 2015; Richie McCaw è il capitano più vincente nella storia del rugby e mantiene ancora oggi, nonostante si sia ritirato dopo i mondiali del 2015, il record di presenze con la propria nazionale: 149 caps; Ora l’erede di Dan Carter è il giovane Beauden Barrett e all’età di 26 anni è già stato nominato “miglior giocatore dell’anno” sia nel 2016 che nel 2017. Anche Aaron Smith si difende con il premio di “miglior giocatore dell’anno” nel 2014, come anche il giovanissimo Rieko Ioane che già all’età di 19 anni fece il suo debutto negli All blacks e segnò due mete lo scorso Luglio ai British and Irish Lions nel prestigioso tour. Scuola Privata Paritaria Freud

Si continuerebbe all’infinito elencando i grandi giocatori che indossano o che hanno indossato la maglia nera, ma ci si fermerebbe a riflettere quando compare il nome Jonah Lomu.Lomu è considerato il giocatore più forte di tutti i tempi ed è la prima stella del rugby a livello mondiale, è colui che ha plasmato e dirottato il modo di giocare questo sport. Diventato famoso grazie alle sue zioni e mete durante il mondiale del 1995, in cui gli All blacks arrivarono secondi e videro gli Sprinboks alzare la coppa del mondo. Era una macchina perfetta per questo sport grazie ai suoi 2 metri di altezza, 120 chili di peso e una velocità da centometrista. Era la spina nel fianco di ogni squadra, o marcavi lui o marcavi gli altri 14. Finché, purtroppo, fu stroncato da una malattia renale durante la sua carriera e che, nonostante le cure a cui si sottoponeva, lo portò alla morte nel Novembre del 2015. scuola superiore indirizzo turistico

La prima cosa che viene in mente a tutti quando si parla degli All blacks e della Nuova Zelanda è la Haka che praticano prima di iniziare la partita. La Haka è una danza di guerra maori ed è stata anche inserita nel mondo del rugby, ma non solo. Molti conosco o hanno soprattutto visto la tradizionale Haka: la “Ka mate”, ma non sanno che i maori hanno ideato una danza apposta per gli All blacks: la “Kapa o pango”. Questo dimostra l’attaccamento e la passione che c’è della società neozelandese per questo sport. Purtroppo però in questi ultimi anni il mondo rugbystico neozelandese si sta un po' sfaldando per colpa del Dio denaro.

Infatti società molto ricche presenti in Francia, Inghilterra e Giappone grazie a contratti “da calciatore” offerti, che superano il milione all’anno, fanno gola a molti giocatori presenti in Nuova Zelanda. Questo fatto danneggia il mondo neozelandese privandolo di grandi giocatori. L’unico modo per evitare che i propri giocatori lascino il proprio paese e “difendersi” da questo problema è preservare la convocazione nella nazionale, ovvero tutti i giocatori che non fanno parte di una squadra di club neozelandese non sono convocabili negli All blacks. Purtroppo però alcuni giocatori preferiscono avere le tasche più piene e andare a giocare all’estero, come ad esempio Aaron Cruden, campione del mondo nel 2011, che dalla prossima stagione giocherà in Francia nel Montpellier. Lo stesso Lima Sopoaga, qualche giorno fa ha firmato un contratto con gli Wasps, una squadra inglese.    Economico Turismo Freud

 


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