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recensione del Film HOTEL MEINA di ALESSIA CANINO

26 febbraio 2016

RECENSIONE DEL FILM HOTEL MEINA - Alessia Canino, II A ind. Turismo - Il film si apre con una scena di festa, in cui tutti i residenti dell’hotel dimostrano gioia ed entusiasmo, festeggiando tutti insieme pranzando, speranzosi che la guerra fosse una volte per tutte finita e pensando di essere al sicuro in Italia, incoscienti di ciò che stava per accadere. Secondo me, questo inizio del film vuole farci capire che tutti gli ebrei uccisi erano persone innocenti, non facevano del male a nessuno, erano persone comuni, semplici e tutto ciò è stato fatto loro è stata una grande ingiustizia. 
Nella scena successiva, si diffondono delle notizie sulla sorte di ebrei greci deportati e la reazione di uno dei signori è dire che sono solo voci: con queste parole esprime di sottovalutare il pericolo rappresentato dai tedeschi. 
Dal mio punto di vista l’ambientazione sul Lago Maggiore trasmette un senso di libertà: è un lago vasto, dall’altra parte si può arrivare in Svizzera, un Paese neutrale, dove la guerra non c'è.
 L’arrivo dei tedeschi all’hotel avviene in modo aggressivo e inaspettato, mentre tutti gli ospiti si stavano divertendo, chi a giocare, chi a nuotare, chi a prendere il sole in spiaggia. Come se fosse tutto normale. 
L’affermazione di una donna ariana durante la separazione fra ebrei e ariani da parte del capitano delle SS – ossia “noi ariani non c’entriamo nulla” - esprime un concetto di egoismo assoluto nei confronti degli ebrei. 
Dall’affermazione “è una normale operazione di polizia”, pronunciata dal capitano delle SS, si può dedurre che per i nazisti le retate degli ebrei fossero all'ordine del giorno, qualcosa di abituale, che non doveva generare stupore o agitazione. 
Una scena notevole è quella in cui Erika Bern si intrattiene a parlare con il capitano delle SS, si assiste a uno scambio di battute con significato nascosto: “il linguaggio non è mai innocente” – “Le persone.. a volte”. Erika Bern cerca insomma di far capire al capitano che a volte le persone (riferendosi agli ebrei) sono innocenti anche se “etichettate” da parole offensive, oppure ancora che a volte le persone (riferendosi ai nazisti) lo sono, anche se appartengono a un partito violento. Ispirandosi al paesaggio del Lago Maggiore, il capitano delle SS vede l’immagine dei nazisti, il loro destino, che è quello di lottare a vita. 
La signorina Bern tira uno schiaffo a Noah, non perché la ragazza ha portato il cibo agli ebrei aiutandoli, ma per far vedere al capitano e alle sue SS che erano vicino a lei, che stava dalla parte dei nazisti, ma in realtà si scoprirà poi che è tutta una finzione, e ciò si capisce dal fatto che chiede scusa a Noah e la tratta gentilmente, le fa capire che non è dalla parte dei nazisti; si capisce inoltre anche da una scena precedente, in cui manda un messaggio a dei suoi compagni partigiani, coi quali cospira per liberare gli ebrei dall'hotel. 
I compagni di lotta di Erika Bern, per dimostrare e gratificare l’alleanza antifascista dei vari Paesi europei, dedicano un brindisi all'Europa; e per me la parola “Europa” significa proprio questo, un unione di vari stati che non dovrebbero lottare tra di loro, ma praticare la pace e l’altruismo.
 La scena delle SS, riprese mentre festeggiano e si ubriacano, credo che serva a far capire allo spettatore quanto i nazisti si sentissero superiori rispetto agli ebrei, perché mentre loro bevono, mangiano e si divertono, gli ebrei muoiono di fame e sono rinchiusi nelle loro stanze. 
La signorina Bern ha un animo buono e gentile, è altruista, affidabile, decisa, sensibile e abbastanza enigmatica e mi piace molto il fatto che cerchi in tutti i modi, facendo tutto ciò per lei possibile per aiutare gli ebrei e finire queste ingiustizie contro di loro. 
Secondo me hanno scelto una donna con capelli e occhi chiari come la signorina Bern, perché i nazisti solitamente hanno i capelli e gli occhi chiari proprio come lei, perciò nessuno sarebbe mai riuscito a capire che Erika non fosse realmente nazista. Possiamo dedurre che lei sia ebrea dal fatto che a tutti i costi, come ho detto prima, cerca di aiutare tutti gli ebrei a scappare. 
Dentro l’hotel è presente una donna che pare voglia sempre difendere i nazisti: ogni volta, anziché prendere le difese degli ebrei reclusi nell'hotel, difende sempre i nazisti e cerca in loro una gentilezza inesistente, perché è una donna spregevole, egocentrica, egoista, vigliacca e - secondo il mio punto di vista - ignorante e lo possiamo notare proprio da questi suoi atteggiamenti. 
Oltre all’inutilità, all’ingiustizia e alla brutalità dei nazisti nei confronti degli ebrei, di persone innocenti,il messaggio che questo film ci vuole trasmettere consiste nel ricordare questi eventi brutti e significativi che persone realmente esistite hanno vissuto sulla loro pelle. Non dovremo mai dimenticarci del passato, di queste ingiustizie in particolare. Inoltre, ci insegna che non è escluso aspettarsi nella vita cose molto tristi e brutte. Dobbiamo essere pronti a tutto e pronti anche a salvare le persone a cui si tiene, ma anche persone che meritano di essere salvate, bisogna essere altruisti e pacifisti. Anche se i recenti fatti accaduti nella nostra stessa Europa sembrano dirci che non stiamo andando in questa direzione.

 

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