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SCUOLA FREUD - ISTITUTO FREUD - MINISTRO FIORAMONTI SUL CROCEFISSO NELLE AULE - SCUOLA FREUD - ISTITUTO FREUD

14 ottobre 2019

SCUOLA FREUD – ISTITUTO FREUD

Tecnico Tecnologico – Tecnico Economico – Liceo Economico Sociale

TOGLIERE IL CROCEFISSO DALLE AULE - MINISTRO FIORAMONTI

 

Il ministro Fioramonti vorrebbe togliere il Crocefisso dalle aule.

"Credo in una scuola laica, ritengo che le scuole debbano essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi non esponendo un simbolo in particolare". Così il ministro grillino Lorenzo Fioramonti, parlando alla radio, era tornato sullo scontro storico tra i favorevoli e contrari al crocifisso nelle aule delle scuole italiane. Una controversia mai sopita tra cattolici e laici, che partì quasi un ventennio fa con una crociata da parte di Adel Smith, presidente dell'Unione musulmani d'Italia e del giudice Luigi Tosti, promotori di una battaglia anti-crocefisso. La Corte europea dei diritti dell'uomo, con una sentenza definitiva, nel 2011 sancì che il crocefisso poteva restare affisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane.

 

"Spiace che si ritorni, con una certa periodicità, su questo tema - ha commentato monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei - , cui peraltro hanno già risposto due pronunciamenti del Consiglio di Stato, una sentenza della Corte Costituzionale e una della Grand Chambre della Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. E sono proprio questi pronunciamenti a dare una lettura positiva e non ristrettiva della laicità: il Crocifisso non è un simbolo discriminatorio, ma richiama valori civilmente rilevanti. Come non pensare alla nostra cultura che è intrisa di Cristianesimo e anche di ciò che ne è scaturito in termini di accoglienza e d’integrazione? Il Crocifisso nelle aule scolastiche ha, dunque, una funzione simbolica, altamente educativa, a prescindere dalla religione professata da docenti e alunni".

Personalmente sono cattolico ma sono contento di vivere in uno stato laico, non credo che il crocifisso sia il problema della scuola, ricordo che nelle scuole a volte mancano i banchi, crolla il soffitto, ci sono problemi di infiltrazioni, la scuola Statale ha bisogno di adeguamenti antisismici e antincendio, questi sono i problemi della scuola non il crocifisso. Andiamo avanti sulle cose concrete e non alimentiamo dibattiti su questi temi; in ogni caso quella di Fioramonti non mi sembra una proposta molto popolare. E non credo che l'istruzione possa migliorare togliendo il crocifisso,vper la gente è un simbolo importante; Ricordo la sentenza del 2006 del Consiglio di Stato per la quale il crocifisso deve restare in aula, il crocifisso non è soltanto un simbolo religioso ma anche un simbolo della cultura italiana, un valore di una sofferenza portata per amore e che non può creare fastidio a nessuno".

 

Nessun provvedimento è stato comunque pensato dal governo, tanto che Fioramonti ha premesso: "Il crocefisso a scuola è una questione divisiva, che può attendere”. E ha chiarito: "Penso ovviamente a una visione della scuola laica e che dia spazio a tutti i modi di pensare". mig perciò, secondo il ministro, "appendere alla parete una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione". Fioramonti si è detto in generale contrario all'ipotesi di esporre nelle aule i vari simboli religiosi: "Eviterei l'accozzaglia, diventa altrimenti un mercato"; e alla domanda se cambierebbe il crocifisso con la foto di Mattarella risponde che "neanche il presidente lo vorrebbe".

 

Penso che il crocefisso non sia un elemento di arredo, ma la testimonianza delle radici del nostro Paese; La sua presenza sulle pareti delle aule scolastiche, contrariamente a quel che pensa il ministro Fioramonti, non impedisce di esprimersi agli studenti di altre culture e religioni, ma sta lì a ricordare che la laicità che il ministro liberamente rivendica è conseguenza diretta proprio delle radici cristiane dell'Italia e dell'Europa.

Siamo in Italia ed è giusto che nelle aule ci sia il Crocefisso. I fedeli di altre religioni devono per prima cosa rispettare i simboli della nostra fede, altrimenti, se ne è infastiditi, nessuno li obbliga a rimanere qua. Lapidario il leader leghista. Prima l'idea di tassare merendine e bibite, adesso l'idea di togliere i crocifissi dalle aule: ma questo è un ministro o un comico?" Un ministro della Pubblica istruzione che dice di togliere i crocifissi dalle scuole sbaglia non perché è un errore culturale, perché è un atto di arroganza e ignoranza; L'elenco delle urgenze sarebbe troppo lungo. Ci sono ragazzi disabili che non trovano accoglienza, altro che inclusione sociale e investimento sulla cultura. Basterebbe questo a farci riflettere sullo stato della nostra scuola. Il crocefisso nelle aule? Mi sembra opportuno ricordare che duemila anni di storia costituiscono un "patrimonio indisponibile" dell'Italia in quanto tale".

 

 

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