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Mi sento ancora italiano? Scuola - Istituto Tecnico Economico Tecnologico Freud

6 marzo 2017

Mi sento ancora Italiano?

 

Leggo che L'Italia condivide due primati con la Spagna,

Primo: è il paese Ocse con la più elevata crescita della popolazione immigrata dall'inizio del 2000.

Secondo: che gli stranieri sono sostanziali alla sua economia, ma soffrono di una difficoltosa integrazione, un confuso sistema dei permessi, la sottoccupazione, lo sfruttamento sul lavoro.

Se l'incudine è il regolamento di Dublino, il martello è Schengen che ormai è divenuto una porta scorrevole. Si apre e si chiude secondo la volontà della singola Nazione. Ognuno fa quello che gli pare. L'Italia sta divenendo uno smisurato campo profughi, numerosi immigrati vogliono arrivare in ogni modo da parenti o comunità presenti in altri Paesi europei. Dopo l'arrivo in Italia puntano a Nord. Si affollano al Brennero, alla stazione di Milano e i francofoni a Ventimiglia. Gli immigrati qui, in realtà, non ci vogliono stare. Per cautelarsi i Paesi confinanti hanno sospeso Schengen e tutti i treni provenienti dall'Italia sono controllati 24 ore su 24 dalla Polizia e le persone non in possesso di passaporto regolare sono respinte. Scuola Turismo Milano Freud

Quindi il flusso da Sud e il blocco a Nord. E di fronte a questo imbuto senza sfogo l'unica cosa che il governo è capace di fare è di smistare gli immigrati nei centri di provincia dove in qualche caso sono più dei residenti. Queste persone non hanno un'attività, non parlano italiano e generano, tensioni sociali.

Mentre non si capisce il perché di una condizione irragionevole vuol dire che c'è un perché che nessuno vuole affrontare. E il perché è che l'immigrazione è un business, e Roma è solo la punta dell'iceberg "Tu c'hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno". Salvatore Buzzi, Mafia capitale.

I conti: su un solo centro di accoglienza, quello di Cara di Mineo in Sicilia che ospita 3.219 richiedenti asilo. Per ognuno di loro lo Stato attraverso associazioni private e con fondi europei stanzia 1.050 euro al mese, 35 al giorno. Il totale solo per Cara Mineo è potenzialmente cosmico. Istituto superiore privato paritario

Quali risoluzioni? Va messo in discussione il regolamento di Dublino che oggi favorisce in modo sfacciato i Paesi del nord dell’Europa. La stima se un immigrato ha diritto allo status di rifugiato va fatta nei punti di partenza in Africa con strutture e uffici consolari.

A chi ottiene lo status di rifugiato, deve essere concesso di scegliere il Paese di destinazione in ambito UE. I traslochi dei profughi devono esseri coperti da un corretto fondo UE. Nel frattempo l'Italia deve sospendere Schengen (almeno per qualche mese) che in Europa siamo tra i pochi a rispettare. La Germania ci ha forse chiesto il permesso? L'Europa ci sta lasciando soli, dobbiamo uscirne al più presto, prima che scoppino rivolte sociali e conflitti istituzionali. Ci sono mezzo milione di persone che stanno cercando di imbarcarsi.

Anche Viktor Orbàn, primo ministro d'Ungheria dal 1998 al 2002 e poi dal 2010 ad oggi, lancia la sua ultima sfida a Bruxelles: un referendum con cui chiede agli elettori di respingere il meccanismo per un'equa distribuzione dei profughi tra i 27 membri dell'Unione escogitato dal Consiglio europeo, come, stando ai sondaggi, vuole il 72% della popolazione.

Se la consultazione raggiungerà il quorum del 50% degli aventi diritto, l'Ungheria si chiamerà ufficialmente fuori dal piano di distribuzione e ammetterà solo quei profughi che, a suo parere, hanno diritto all'asilo politico. Nell'ultimo anno, sono stati 520, mentre oltre 500mila sono stati coloro che, prima della chiusura della rotta balcanica e della fabbricazione dei «muri» ai confini con Serbia e Croazia, sono varcati dalla stazione di Budapest in rotta verso il Nord-europa.I suoi slogan riassumono il suo pensiero: «Per noi ogni immigrante, soprattutto se musulmano, rappresenta una minaccia per la sicurezza»; «Per l'Ungheria l'immigrazione non è una soluzione ma un problema, non una medicina ma un veleno, non ne abbiamo bisogno e non la tollereremo»; «Accogliere il flusso migratorio nella sua forma presente è come andare alla guerra con le mani alzate»; «O proteggiamo la nostra casa, o la perderemo»; «Il piano di distribuzione dei migranti è un complotto per esportare terroristi e criminali nell'Europa orientale»; «La decisione della Merkel di aprire la porta ai rifugiati è stato un atto d’imperialismo morale». La soluzione per la verità piuttosto irrealistica - proposta da Orbàn è di costruire un gigantesco campo di raccolta in Libia, deportarvi tutti gli immigrati e poi dividere laggiù chi ha davvero diritto d'asilo da chi deve essere rimpatriato. Dall'attentato a Charlie Hebdo, il premier ungherese forse anche memore di un secolo e mezzo di occupazione turca - si propone all'Europa come unico vero difensore dei valori cristiani, anche se (per ora) i musulmani residenti in Ungheria rappresentano solo lo 0,2% della popolazione, e quelli dei suoi alleati nel cosiddetto gruppo di Visegrad Polonia, Slovacchia e Cechia - non sono molto più numerosi.

Gli italiani che implorano aiuto alla Caritas si sono moltiplicati. Soprattutto al Sud. E’ quanto compare dal rapporto annuale della povertà redatto proprio dall’istituto cattolico. Il numero degli italiani obbligati a fare la fila per ore davanti ai centri  Caritas pur di mangiare una minestra calda supera il numero degli immigrati. Tecnico Economico Turismo Lingue

La cosa non sorprende. Affatto. Basta sfogliare un giornale, accendere la tv, navigare sui social per capire in che situazione drammatica ci troviamo. Gli italiani sono alla fame.

Decine, centinaia le storie dei nostri connazionali in pesante difficoltà. Tanti, con sottomissione e imbarazzo, sono costretti ad andare nelle trasmissioni televisive per chiedere aiuto. Per sperare che qualcuno ascolti la loro voce. I soldi della pensione, per chi è fortunato ad averla, sono pochi, e non bastano per sopravvivere. La maggior parte dei  giovani non ha un lavoro. E’ difficile da trovare. Particolarmente al Sud. E i cittadini sono arrabbiati. “Noi italiani siamo stati abbandonati dallo Stato, nessuno ci aiuta e gli immigrati, invece, vengono persino coccolati. A loro non manca nulla.

Molti di loro, gli immigrati, vengono viziati. Ospitati in comode e lussuose strutture alberghiere. Come a Gambarie, in Calabria, dove circa 100 immigrati vivono in un hotel a 3 stelle e la signora che lo gestisce si preoccupa di cucinargli piatti deliziosi ogni giorno. Tutto a spese dello Stato. O meglio, degli Italiani.

Ma tutto questo agli immigrati non basta. Vogliono di più. Vogliono più diritti. Come quelli rivendicati qualche ora fa ad Archi, quartiere a nord di Reggio Calabria, dove i circa 300 ospiti del centro di accoglienza di fortuna (una ex struttura universitaria) hanno protestato per chiedere un sacrosanto diritto: il Wi-Fi. Istituto Informatica corsi Milano Freud

E mentre i figli di questa Patria seviziata soffrono la miseria, il Governo “bravo” tranquillizza.: L’Italia è in ripresa. MA Quale, mi chiedo ?


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