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7 giugno 2016

Utilizzare oltremisura i cellulari fa male alla salute e al cervello è un nuovo studio sui ratti a dirlo e immette un contributo agli studi su un quesito sul quale i produttori e gli operatori telefonici s’interrogano ancora troppo poco

Un nuovo recente studio di ben due anni è stato pubblicato dal National Health Institute e ha studiato la relazione fra i segnali GSM e CDMA, le frequenze usate da operatori come Verizon e AT&T, e la comparsa di tumori nei ratti, per capire se i cellulari fanno male alla salute in generale e al cervello in particolare. Lo studio in questione assume una certa rilevanza alla luce di un problema che non può essere certamente minimizzato; nonostante questo, non si può dire che la ricerca si sia terminata, poiché sono pubblicati continuamente articoli che sostengono tutto e il contrario di tutto e una sintesi pare ancora difficile da proporre ai consumatori. Lo studio del National Health Institute è stato accompagnato in un laboratorio sotterraneo: sono state usufruite ventuno radiofrequenze e 2mila 500 fra ratti e topi: i primi sono stati esposti a frequenze di 900 MHz mentre i secondi a frequenze di 1900 MHz; questo per nove ore il giorno, tutti i giorni, per due anni. Il risultato? L'ampliamento del rischio tumorale è stato leggero nei ratti di sesso maschile appena nati, mentre nulla è stato registrato per i topi di sesso femminile. Possiamo stare tranquilli o quasi? Stare al cellulare non fa male alla salute e al cervello? Sembra troppo presto per dirlo, e, nonostante gli Stati Uniti abbiano necessità di più dati per dare credito a questi nuovi studi, forse occorrerebbe che produttori e operatori iniziassero a considerare seriamente questo eventuale problema, invece di occuparsi solo di fortificare hardware e software.

Sono molti gli studi che finora hanno cercato di stabilire se stare al cellulare faccia male a cervello oppure no e la questione è circolata da un media all'altro in Italia ,tali studi non hanno mai dato una risposta univoca, e infatti, un altro recente studio aveva messo in evidenza, invece, che questo rischio è addirittura triplicato se si parla al telefono per più di quindici ore al mese: dov'è la verità? Al momento, pare difficili dirlo e ogni pubblicazione o ricerca contribuisce senz'altro a far luce su questo difficile rapporto fra tecnologia e salute. Lo studio di oggi sorprende in positivo, poiché viene dall'Università di Sidney, non l'ultima del mondo, insomma, e si basa su un'analisi condotta su ben 34mila pazienti nel corso di circa venti anni: per la precisione, ci si è avvalsi dei dati su uomini e donne compresi tra il 1982 e il 2012, dati che poi sono stati comparati con le statistiche di uso nazionale degli smartphone concernenti il periodo 1987-2012. Il risultato? Nessun aumento del cancro.

L'uso dei telefoni è passato dal 10% del 1993 al 90% dei giorni nostri, eppure il numero di casi di cancro al cervello è perdurato stabile, fatta singolarità per gli uomini Over 30 che hanno visto aumentare leggermente la percentuale. Lo studio non dà certo una risposta definitiva e non sappiamo ancora se stare troppo tempo al cellare faccia venire il cancro o sorgere altri seri problemi di salute, ma è senz'altro un ottimo contributo a un problema che, vista l'importanza dei cellulari nella vita privata e lavorativa dell'uomo, è tutt'altro che sormontabile.

 


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