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SCUOLA FREUD - ISTITUTO FREUD - LE AUTO DEL FUTURO LEGGERANNO NEL PENSIERO - SCUOLA FREUD - ISTITUTO FREUD

15 ottobre 2019

SCUOLA FREUD – ISTITUTO FREUD

Tecnico Tecnologico – Tecnico Economico – Liceo Economico Sociale

LE AUTO DEL FUTURO  leggeranno il pensiero 

 

L’auto del futuro sarà sempre più tecnologica e intelligente, doti che impiegherà per assistere il guidatore dal momento in cui sale a bordo. Le varie aziende automobilistiche stanno, infatti, corredando le auto di sistemi avanzati di assistenza alla guida, che, pur non sostituendosi al guidatore, sono in grado di frapporsi in caso di emergenza, oltre a rendere i viaggi meno stressanti. Questi sistemi avanzati rappresentano, di fatto, un consistente antipasto in attesa della piena guida autonoma, che arriverà nei prossimi anni, a patto che ci sia un’infrastruttura e un solido apparato normativo a supporto.

Contemporaneamente si sta lavorando anche a sistemi di monitoraggio in grado di capire se il guidatore è stanco o alterato. La Volvo, l’azienda svedese di proprietà del gruppo cinese Geely che negli si è sempre caratterizzata per una cura verso l’incolumità del guidatore, ha dichiarato che dal 2020 implementerà un sistema in grado di monitorare il driver e di prendere delle decisioni in caso di necessità, ad esempio quando viene rilevata stanchezza o alterazione.

Questo sistema di monitoraggio, che farà parte della dotazione di serie dei veicoli di prossima generazione basati sulla piattaforma scalabile SPA2, è costituito da una serie di telecamere e di sensori che verificano lo stato del conducente.

 L’auto, registrando comportamenti come la mancanza dello input allo sterzo per lunghi periodi, o gli occhi chiusi, oppure uscite dalla propria corsia di pertinenza, o tempi di reazione eccessivamente lenti magari causati da una guida in stato di alterazione, potrebbe intervenire limitando la velocità e avvisando il servizio di assistenza Volvo on Call. Nel caso il sistemi rilevi una situazione molto pericolosa, in grado di mettere a repentaglio l’incolumità del conducente e degli altri, potrebbe decidere di rallentare la vettura fino ad arrestarla e parcheggiarla in sicurezza.

 La Volvo ha deciso di introdurre questo sistema perché, stando ai dati dell’NHTSA, nel 2017 negli Stati Uniti quasi il 30% delle vittime di incidenti stradali a bordo dei veicoli ha coinvolto conducenti in stato di ebbrezza. Attivare un sistema del genere in grado di controllare il conducente, senza per essere eccessivamente invasivo, potrebbe quindi consentire di salvare diverse vite umane.

Un sistema simile a quello della Volvo è quello annunciato dal gruppo Jaguar Land Rover. Il gruppo inglese di proprietà del colosso indiano Tata ha realizzato un’applicazione dell’intelligenza artificiale, che si avvale sia di una telecamera rivolta verso il guidatore che di sensori biometrici in grado di capire lo stato d’animo. La vettura, una volta che ha captato “l’umore” del driver leggendo le sue espressioni facciali, ed elaborato le informazioni sul suo stato, sono capaci di migliorarne il benessere intervenendo sulla regolazione di tutte le funzioni dell’abitacolo interno, agendo ad esempio su una serie di parametri, inclusi riscaldamenti, ad esempio diminuendo la temperatura qualora fossero rilevati segni di stanchezza, ventilazione, condizionamento, playlist della musica e illuminazione ambientale. Tutto questo, secondo il gruppo inglese, contribuirà alla riduzione dello stress. Con il tempo il sistema impara anche ad apprendere le preferenze del pilota e come conseguenza tara le regolazioni in modo personalizzato.

 Inoltre, nel prossimo futuro, l’azienda sperimenterà anche un sistema del tutto analogo specifico per gli occupanti dei sedili posteriori basato su delle telecamere collocate nei poggiatesta in grado di monitorarne il benessere. Ad esempio, ai primi segni di stanchezza, il sistema potrebbe intervenire abbassando l’illuminazione ed alzando la temperatura per facilitare il riposo dei passeggeri.

 Nelle auto di oggi è già disponibile un antipasto di tutto questo, come ad esempio il driver alert della Ford, che, leggendo una guida particolarmente stanca, invita il guidatore a fare una pausa caffè. Questo sistema si basa su una piccola telecamera frontale montata dietro allo specchietto retrovisore centrale e collegato al computer di bordo e su complicati algoritmi, sistemi che sono in grado di analizzare la qualità della guida del conducente, avvisandolo se il comportamento su strada del veicolo si fa sbagliato a causa di sonnolenza e stanchezza (se ad esempio vengono oltrepassate frequentemente le linee di mezzeria).

 Oltre alle soluzioni proposte dalla Volvo e dalla Jaguar Land Rover, ci sono altre tecnologie promettenti, come ad esempio quella della Texas Instruments, che prevede dei radar a onde millimetriche emanate da un’emittente molto piccola, così da poter essere posizionata facilmente all’interno dell’abitacolo. Questo radar è in grado di riconoscere oggetti e persone, così da poter calibrare i sistemi di sicurezza.

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