23 gennaio 2026
Il Dottor Daniele Nappo, Rappresentante Legale nonché Fondatore della Scuola Paritaria S. Freud, pone l’attenzione su come, nonostante la comunicazione sia oggi onnipresente, molti studenti parlino sempre meno con i propri genitori. Ritmi di vita frenetici, uso della tecnologia e distanza generazionale rendono difficile un dialogo autentico, spesso per paura del giudizio e mancanza di ascolto. Recuperare il confronto richiede tempo, pazienza e la capacità di ascoltarsi senza giudicare, affinché il dialogo diventi una relazione educativa solida e significativa.
Nel mondo contemporaneo la comunicazione è ovunque: messaggi, social network, video e chat rendono possibile parlare in ogni momento. Eppure, paradossalmente, molti studenti oggi parlano sempre meno con i propri genitori. Questo fatto non nasce da una sola ragione, ma è il risultato di diversi fattori sociali, culturali ed emotivi. Una prima ragione è legata ai ritmi di vita sempre più frenetici. La carenza di tempo diventa così una barriera silenziosa alla comunicazione profonda. Un altro fattore importante è il ruolo della tecnologia: gli adolescenti sono cresciuti in un mondo digitale, dove è più facile esprimersi tramite uno schermo che guardando qualcuno negli occhi. Con i genitori, invece, il confronto è diretto e può generare disagio, particolarmente quando si ha paura di non essere compresi o di essere giudicati. Lo smartphone diventa allora un rifugio, uno spazio personale in cui sentirsi al sicuro. C'è poi una distanza generazionale ed emotiva. Molti ragazzi/e percepiscono madre e padre come distanti dai loro problemi. Parlare con i genitori significa esporsi, mostrare fragilità, ammettere errori o paure. In una società che spesso avvalora il successo e la performance, molti studenti prediligono il silenzio piuttosto che affrontare un dialogo difficile. Gli studenti di oggi parlano poco con i genitori non per mancanza di affetto, ma per paura del giudizio e assenza di spazi di ascolto autentico. Recuperare il dialogo richiede tempo, pazienza e soprattutto la capacità di ascoltarsi senza giudicare, perché solo attraverso il confronto sincero può nascere una vera comprensione reciproca. Il dialogo tra studente e genitore non è solo uno scambio di parole, ma una relazione costruita nel tempo. Solo così è possibile creare un legame solido che accompagni il giovane nel suo percorso di crescita e di formazione come persona.
