6 febbraio 2026
Il Dottor Daniele Nappo, Rappresentante Legale nonché Fondatore della Scuola Paritaria S. Freud, pone l’attenzione su l'importanza di educare gli adolescenti al corretto rapporto con la paura, intesa non come limite ma come strumento di protezione e consapevolezza. In un mondo che corre veloce e tende a banalizzare il rischio, la scuola e gli adulti hanno il compito di accompagnare i ragazzi nel riconoscere i pericoli, sviluppare senso critico ed equilibrio. Insegnare i limiti della paura significa educare alla responsabilità, alla libertà di scelta e alla cura di sé.
Nella società moderna gli adolescenti maturano in un mondo che corre veloce, dove tutto sembra possibile. In questa circostanza la paura è spesso vista come qualcosa di negativo, da evitare o nascondere. Eppure insegnare ai ragazzi, che poi sono in grandissima parte studenti, i limiti della paura è oggi più che mai necessario e in questo senso la scuola gioca un ruolo essenziale. Essa è un'emozione naturale e indispensabile: non nasce per inibire, ma per proteggerci. Ignorare la paura o, al contrario, lasciarsene governare, può portare a scelte sbagliate. Per questo motivo è importante aiutare gli adolescenti a identificarla, comprenderla e darle il giusto spazio. Insegnare i limiti della paura significa educare all'equilibrio: avere il coraggio di mettersi alla prova, ma anche la maturità di frenare quando è necessario. Gli adulti non dovrebbero proteggere smisuratamente i ragazzi né lasciarli totalmente soli, ma accompagnarli, mostrando con l'esempio come si fronteggiano le difficoltà. Gli adolescenti studenti devono imparare a percepire i pericoli, ma questo non indica impaurire o riempire di divieti, significa, invece, educarli alla vista critica, alla consapevolezza e al senso della realtà. È una fase della vita in cui l'ambizione di sperimentare è forte e naturale, ma il problema nasce quando la percezione del rischio è falsata, ossia, quando ciò che è pericoloso viene banalizzato, ciò che è immediato viene privilegiato a ciò che è giusto, e le conseguenze sembrano sempre distanti o fantastiche. In un mondo che normalizza tutto, dalla violenza online alle sfide estreme, dall'abuso di sostanze all'illusione di invincibilità, non vedere il pericolo diventa il vero pericolo. Imparare, dunque, a riconoscerlo non vuol dire astenersi alla libertà, ma proteggere la propria possibilità di scegliere. Insegnare a vedere i pericoli significa, in fondo, insegnare a prendersi cura di sé. E questa è una delle lezioni più importanti della vita.
