16 gennaio 2026
Il Dottor Daniele Nappo, Rappresentante Legale nonché Fondatore della Scuola Paritaria S. Freud, pone l’attenzione sull’importanza di educare gli adolescenti alla consapevolezza della sofferenza, non attraverso il dolore diretto ma tramite la conoscenza della realtà. In una società ricca di tutele e comodità, comprendere le difficoltà vissute da altri coetanei nel mondo favorisce gratitudine, responsabilità e maturità emotiva, aiutando i ragazzi a distinguere il disagio dalla vera sofferenza e a valorizzare ciò che spesso danno per scontato.
Nella società attuale gli adolescenti vivono immersi in un contesto caratterizzato da comodità, tecnologie avanzate, accesso immediato alle informazioni e una rete di sicurezza composta da famiglia, scuola e servizi. Questa condizione, certamente positiva, può però rendere astratto un aspetto fondamentale della crescita: la consapevolezza della sofferenza. Non si tratta di far vivere il dolore, ma di farlo comprendere. Solo così i ragazzi possono sviluppare un senso di gratitudine e capire quanto siano, spesso, più fortunati di quanto credano. Per molte generazioni precedenti la sofferenza era parte del quotidiano: guerra, povertà, fatica fisica, poche opportunità. Gli adolescenti di oggi, al contrario, non affrontano per forza queste forme di dolore, ma rischiano di confondere il disagio momentaneo con la sofferenza reale o la frustrazione con l'ingiustizia. Per questo motivo diventa essenziale educarli alla consapevolezza mostrando loro cosa significhi affrontare privazioni e difficoltà. Conoscere il dolore non vuol dire traumatizzare, ma educare alla realtà. Si può farlo con testimonianze, racconti storici, percorsi di volontariato. Quando un ragazzo/a scopre che suoi coetanei, in altre parti del pianeta, non hanno accesso all'istruzione, devono lavorare per vivere o attraversano conflitti armati si apre in lui o in lei una prospettiva nuova: ci si accorge che molte cose date per scontate – la scuola, la sicurezza, il supporto familiare – sono in realtà un privilegio. Questa consapevolezza non genera senso di colpa, bensì responsabilità. Un adolescente che comprende il valore della fortuna personale sviluppa maturità emotiva, rispetto verso gli altri e gratitudine verso ciò che possiede. Diventa più capace di impegnarsi, di apprezzare ciò che ha, di affrontare le difficoltà sapendo che la sua forza non nasce da ciò che gli è stato dato, ma da ciò che ha imparato a comprendere.
