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SCUOLA SUPERIORE PRIVATA PARITARIA
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X una Scuola di QUALITA'? A cura del Dott. Daniele Nappo - SCUOLA TECNICA PARITARIA S. FREUD

25 ottobre 2016

Il nostro Istituto mira a specializzarsi come “scuola di qualità̀”, proponendo programmi e percorsi che guadagnino le sfide della modernità̀, dando soluzioni ammissibili e praticabili ai nostri studenti.

Per questo motivo il nostro Istituto ha fatto appartenenti due sostanziali opinioni:

1) Insegnare a imparare, cioè̀ tramandare e condividere spirito critico, idee di base, contenuti costruenti, modelli interpretativi, metodi di studio, analisi e attività̀ che spieghino il profilo scolastico (e umano) di una persona.
2) Più̀ formazione e meno informazioni: cioè̀ passare dal “fornire informazioni” a “formare capacità critiche, analitiche e progettuali”.
“Imparare a imparare” implica, infatti, un insieme di aspetti metodologici e mete cognitive contenenti sia le strategie di studio, sia la capacità di compiere una riflessione sul proprio stile di apprendimento e sul come rafforzarlo, sia la cognizione dei processi mentali attivati e ulteriormente attivabili durante l’apprendimento stesso. In pratica, si tratta di approfondire e disegnare le caratteristiche e le modalità̀ di attuazione dell’apprendimento.

I nostri docenti stimolano gli alunni ad apprendere e modificare e/o potenziare il proprio modo di acquisire, facendo leva sulle loro disposizioni positive (resilienza, prontezza, reciprocità̀, ecc.) e proporre al tempo stesso un elenco di possibili azioni di intervento.

Abbiamo dislocato il baricentro dell’azione didattica dalle discipline all’alunno per cogliere le origini delle difficoltà di apprendimento e per impostare mirate ed efficaci azioni di potenziamento meta-cognitivo.      Istituto Paritario

Desideriamo contrastare negli studenti l’inclinazione allo studio come passaggio per “imparare le risposte giuste”, la sindrome del “quiz” o di una svalutata “manualità̀”. Presentiamo un sistema di apprendimento intelligente e argomentato; puntiamo alla fabbricazione di una capacità critica, progettuale e analitica.

La valutazione scolastica rappresenta un programma educativo in sintesi perché́ comprende spunti e indicazioni circa l’opera educativa da sviluppare nei riguardi dell’allievo; ritrae una chiave di lettura della sua storia personale e influisce sulle sue scelte e sui suoi comportamenti; influenza sulla percezione di sé, sulla fiducia nelle proprie forze e capacità, sulla stima degli adulti e dei compagni, sul tipo di rapporto stabilito con gli insegnanti, sulle scelte contingenti e su quelle più̀ durature, sul proseguimento degli studi.

La valutazione è intimamente legata da una parte all’insegnamento e dall’altra all’apprendimento, alla responsabilizzazione e alla motivazione dello studente.
La valutazione ha un vero e proprio potenziale formativo, soprattutto riguardo alle modalità̀ con le quali è condivisa con l’alunno. I giudizi che un ragazzo subisce a scuola incidono sul suo senso di autostima, ossia sull’immagine più̀ o meno positiva che fabbrica a proposito di se stesso, principalmente quando questi messaggi provengono da persone sentite come significanti, cui sono attribuiti valori e competenza, quali sono gli insegnanti.   Scuola Tecnica Turismo


La valutazione condiziona anche sul senso di auto-efficacia di uno studente, vale a dire sulla sensazione che egli sviluppa di potercela frequentare a scuola e sulla connessa motivazione ad impegnarsi nello studio.

Per mantenere o incrementare la motivazione allo studio e lo stimolo a migliorare è doveroso che l’alunno riaccompagna i propri esiti scolastici ad aspetti che ritiene di poter controllare, possibilmente interni, personali, suscettibili di cambiamento; raffigurano elementi con queste caratteristiche: lo sforzo, l’impegno, il cambiamento di tattiche di studio inadeguate, l’impiego di nuovi approcci di lavoro, il superamento di ostacoli quali l’esistenza di lacune pregresse o il miglioramento di abilità di base quando siano da rafforzare.

È importante che, quando l’allievo assegna i propri risultati scolastici alle capacità, esse siano considerate non come qualcosa d’inamovibile e immutabile, ma esposti alla crescita con l’impegno e l’esercizio; è propizio che lo studente matura una concezione dell’intelligenza non statica ma incrementale, quale capacità che si incrementa anche in seguito alle esperienze e allo sforzo per cambiare e migliorare.

La valutazione è intesa e gestita da parte degli insegnanti non tanto quanto controllo estraneo al processo di apprendimento, quanto come momento formativo per l’alunno, che, maturando una condotta via via più̀ consapevole e responsabile, impara ad attribuire valore al proprio apprendimento e al proprio studio e lavoro. Ciò̀ richiede un clima relazionale in cui il ragazzo si senta accolto e stimato per quello che è, giacché persona, che è supportata, a scuola e dagli insegnanti, a prendere in carico e a formulare eventuali difficoltà o insuccessi quali momenti utili alla propria crescita. I docenti e la scuola comunicano, infatti, agli studenti - in forma precisa, ma anche attraverso la relazione - che eventuali insuccessi non sono da valutare come fallimenti personali, ma piuttosto sfide da imparare ad affrontare.

Il rapporto tra docente e discente è contraddistinto dalla fiducia reciproca, dalla convinzione che la stima in sé, la reputazione per le proprie possibilità̀ sono elementi base perché́ si sviluppi una personalità̀ equilibrata nell’alunno, perché́ si traducano in atto le capacità creative e di buon rapporto umano.

La valutazione è esercitata come rilancio del percorso di apprendimento personale, giacché l’attribuzione di valore alle prestazioni avviene, oltre che con riferimento a misure esterne e comparative, tenendo conto del percorso individuale - mettendone in luce le possibili evoluzioni di sviluppo - e della valorizzazione dei saperi informali e non formali.

Nel caso di studenti in difficoltà scolastiche, che faticano a raggiungere gli esiti attesi o auspicabili, il bilancio valutativo intende valorizzare particolarmente la dimensione processuale e possibile dell’apprendimento, in modo da restituire una lettura meno statica e più̀ dinamica della situazione, tale da indicare probabilità̀ di recupero e d’intervento didattico.    Scuola Tecnica Informatica


 

 


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