SCUOLA SUPERIORE PRIVATA PARITARIA
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DECRETO N.1139 MITNUQ500H
DECRETO N.2684 MIPMRI500E
IT

LA SCUOLA CHE VORREMMO

27 febbraio 2023

 

Riflessioni a seguito della visione del film RAI “La classe degli asini” 

3^A TURISMO ...

 

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A inizio febbraio, noi studenti della 3^A dell’indirizzo Tecnico Economico Turistico, nell’ambito del progetto di Educazione Civica, abbiamo visionato il film La classe degli asini. Riteniamo sia interessante condividere con voi lettori la trama e alcune riflessioni sviluppate insieme a valle della visione del film, concentrandoci in particolare sui due “orientamenti” pedagogici opposti evidenziati nel film, per poi riflettere e riproporre in chiave contemporanea alcune possibili soluzioni a quelli che riteniamo essere i maggiori problemi della scuola di oggi. 

Anzitutto, il film è basato su una storia vera, quella della professoressa Mirella Casale, che nella Torino degli anni ’60 riesce a diventare preside di una scuola media (obiettivo non certo facile da raggiungere per una donna in quel contesto storico). Tra i personaggi principali del film troviamo: la figlia di Mirella, disabile e con molte difficoltà a muoversi e a esprimere le sue emozioni; Felice Giuliano, che è invece un insegnante molto comprensivo, e infine Riccardo, un bambino proveniente dal Sud Italia che presenta diversi problemi di integrazione con i suoi coetanei e, più in generale, all’interno del contesto scolastico. In particolare Riccardo, a causa del suo comportamento violento e maleducato, viene inserito in una cosiddetta scuola con “classi differenziali”, che negli anni ’60 ospitavano tutti i bambini che in generale presentavano difficoltà scolastiche (sia legate a disabilità fisiche e/o cognitive, sia dovute a traumi più o meno temporanei). Felice, controcorrente rispetto al Preside e a quasi tutti gli altri insegnanti, sostiene che Riccardo debba rimanere nella scuola pubblica, in quanto ritiene che le classi differenziali, benché create per una giusta causa (quella di aiutare i ragazzi con difficoltà), siano di fatto una sorta di ghetto che non è in grado di alleviare le problematiche dei ragazzi, anzi. Proprio nell’ottica di ridurre davvero le disuguaglianze scolastiche, il professor Felice crea un doposcuola per tutti coloro che hanno difficoltà a studiare o ad essere accettati dagli altri, che definisce affettuosamente scuola degli asini. La professoressa Mirella, inizialmente contraria ai metodi “poco convenzionali” del professor Felice, in seguito all’espulsione della figlia dalla scuola in cui si trovava perché considerata incapace di apprendere, si avvicina invece allAnffas, unassociazione che si occupa di aiutare psicologicamente ed economicamente le famiglie con figli disabili. Nel frattempo, il piccolo Riccardo viene ripetutamente maltrattato e picchiato nella scuola differenziale in cui è stato mandato, una sorta di collegio gestito in maniera a dir poco retrograda dal preside, tanto che per disperazione il ragazzo cerca più volte di fuggire da quella prigione legalizzata. Durante una delle sue fughe andata a buon fine, Riccardo trova per strada un gattino, che in seguito decide di regalare alla figlia di Mirella, in quanto realizza che proprio quel piccolo animale è in grado di suscitare emozioni e reazioni positive nella bambina. Il problema però è che Riccardo, una volta fuggito, non vuole assolutamente rientrare nell’istituto: è costretto a farlo (per legge e perché la madre, povera e abbandonata dal marito, non è in grado di tenerlo in casa), ma fortunatamente i due insegnanti, fidandosi di Riccardo riguardo ai maltrattamenti, denunciano il preside dellistituto e riescono a liberare lui e alcuni suoi compagni.  

Da questa vittoria contro un sistema scolastico repressivo e profondamente discriminatorio, nasce l’idea di Felice e Mirella di sperimentare lintegrazione di bambini disabili o con difficoltà psichiche nelle classi della scuola in cui lavorano. Grazie a Mirella poi, tale piccolo esperimento diventerà la normalità per le scuole pubbliche di tutta Italia perché, diventando preside, sceglierà di integrare i bambini con disabilità nella sua scuola, suscitando l’attenzione del Ministero dell’Istruzione e dando vita a un movimento che porterà a una nuova legge e alla chiusura definitiva delle classi differenziali.  

Nonostante la battaglia civile sia stata vinta e molti metodi educativi obsoleti e nocivi siano ormai stati dismessi, riteniamo sia doveroso non abbassare la guardia” sul mondo della scuola e riflettere sul futuro che la scuola dovrebbe avere.  

Anzitutto, proviamo a descrivere più in dettaglio le posizioni educative che emergono nel film per poi riflettere su quelli che secondo noi sono i più gravi problemi della scuola di oggi. Per farlo, ci siamo divisi in due squadre, da una parte gli educatori che abbiamo definito conservatori e dall’altra gli educatori progressisti. Le due squadre si sono sfidate in un acceso dibattito, dal quale sono emerse le seguenti tesi principali: gli educatori “conservatori” ritengono opportuno il mantenimento delle classi differenziali, in quanto sostengono che i bambini con varie disabilità dovrebbero stare in una classe separata dai cosiddetti normodotati, poiché lunione comporterebbe un rallentamento delle lezioni per tutti e un aumento del bullismo nell’ambito scolastico. In più, sempre secondo questa linea di pensiero, i ragazzi con disabilità non riceverebbero le attenzioni adatte da parte dei docenti e questo comporterebbe far sentire i ragazzi diversamente abili in difetto. Secondo gli educatori progressisti”, invece, la creazione di classi con ragazzi normo-dotati insieme ad altri con diverse problematiche, porterebbe ad un aumento dell’empatia nei confronti dei ragazzi che hanno più bisogno. I progressisti ritengono inoltre che la scuola dovrebbe aiutare tutti gli studenti a valorizzare le loro abilità, senza giudicarli, perché, per dirla in modo semplice, “non bisogna giudicare un libro dalla copertina. Ogni persona indipendentemente dalle sue abilità, è in grado di insegnarci qualcosa e di aiutarci a crescere come esseri umani. Probabilmente i conservatori hanno ragione nel dire che gli studenti normo-dotati potrebbero essere rallentati nell’apprendimento per via dei ragazzi con disabilità, però crediamo maggiormente nei valori portati avanti dai cosiddetti educatori progressisti, quali l’importanza dello sviluppo dell’empatia nei confronti di tutti e in particolare di persone diversamente abili e, più in generale, la valorizzazione delle abilità e del potenziale di ogni studente. 

In conclusione, riflettendo su ciò che potrebbe migliorare nel contesto scolastico italiano, riteniamo che la scuola dovrebbe stimolare noi ragazzi e trasformarsi non più in un obbligo, ma in un piacere, senza pesi e senza ansie. I professori dovrebbero inoltre avere più empatia verso i ragazzi, offrendogli esperienze interessanti che li spingano a diventare persone migliori, magari attraverso più lezioni interattive (come i giochi); dovrebbero anche riuscire ad accrescere e a riempire quel bagaglio culturale che sarà fondamentale per il nostro futuro, insegnandoci certamente ad essere persone serie, ma allo stesso tempo farlo in modo tale che possiamo avere del tempo per noi stessi e per la nostra vita sociale. Infine, ma non per importanza, i docenti non dovrebbero dimenticare l’importanza di curare relazioni positive all’interno del gruppo classe; quindi, per esempio, dovrebbero accorgersi se qualcosa non va o se addirittura si verificano episodi di bullismo, argomento molto sensibile e purtroppo anche molto diffuso, almeno nell’ambiente scolastico italiano. Anche comportamenti meno gravi ma comunque nocivi possono provocare sensazioni di malessere negli alunni e vanno pertanto individuati prontamente dagli insegnanti. Capiamo quindi che avere dei professori presenti, che si interessano al bene dei propri alunni e che non li etichettano in base ai voti che ricevono, servirebbe ai ragazzi come stimolo in più per andare a scuola con voglia e serenità, naturalmente senza tralasciare il fatto che anche noi ragazzi dobbiamo metterci d’impegno, dando il meglio di noi stessi e mettendoci in gioco sempre, perché la vita ce lo richiederà spesso, per esempio nel mondo del lavoro, ed è secondo noi proprio la scuola a doverci, in gran parte, preparare a tutto ciò. 

Gli studenti della 3^ A TUR 

 APPUNTI PER GLI STUDENTI RELATIVI ALLA STESURA DELL’ARTICOLO 

  • Tipologia di tema: articolo di giornale 

  • Contenuto principale: riflessione a valle della visione del film “La classe degli asini” 

  • Scaletta del tema e gruppi: 

  1. Introduzione e trama del film à Diego, Angela, Chiara, Heorhii 

  1. Le due linee educative evidenziate nel film: educatori “progressisti e conservatori” à Elena, Diana, Alessio, Giorgia B. 

  1. Riflessione sulla scuola di oggi: com’è e come dovrebbe essere secondo voi (es. Cosa fareste se foste presidi?) à Giada, Joseph, Manuela, Charlotte, Francesco, Giorgia L. 

  1. Conclusione: sintesi del punto 3. e frase a effetto à Eugenia, Gaia, Aurora, Marco Pucci e Ciampi 

 


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