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IL RAPPORTO TRA LETTURA E BENESSERE - SCUOLA TECNICA PARITARIA S. FREUD

18 maggio 2016

Lo studio documenta come i lettori italiani siano normalmente più felici dei non lettori, più capaci di apprezzare il tempo libero, maggiormente attrezzati cognitivamente a fronteggiare le emozioni negative. E conferma il ruolo decisivo della scuola e delle famiglie nello sviluppo della lettura.

I lettori di libri (cartacei o digitali) sono più felici riguardo a chi non legge? E la lettura accresce il benessere degli individui? Si tratta di domande cui non è semplice rispondere, tanto che nessuna ricerca in Italia sinora aveva provato a farlo. Le ricorrenti indagini sulla lettura, infatti, tendono ad abbandonare questi aspetti, approfondendo soprattutto sul numero dei lettori in Italia – storicamente più basso che nella maggior parte dei paesi occidentali – e sulle sue variazioni. Non era invece noto, fino ad oggi, il valore della lettura in ambiente cognitivo ed emotivo. Una lacuna che questa ricerca vuole colmare, nella convinzione che quantificare i benefici della lettura permette di promuoverla più efficacemente presso i non lettori.

I PRINCIPALI RISULTATI DELLA RICERCA

I lettori sono complessivamente più felici dei non lettori

L’Indice di felicità dei lettori è superiore rispetto a quello dei non lettori (misurato con la scala di Veenhoven, da 1 a 10). Infatti, i lettori italiani di libri, cartacei o digitali, registrano un Indice di felicità pari a 7,44, mentre i non lettori un indice di 7,21; una disuguaglianza apparentemente limitata, ma in realtà statisticamente molto significativa.

Utilizzando un indice diverso, ossia il Subjective Well-Being – dimensione cognitiva (scala di Cantril, da 0 a 10), di nuovo i lettori in media mostrano un indice di benessere superiore a quello dei non lettori (7,12 Vs 6,92).

I lettori provano emozioni positive più spesso dei non lettori

Secondo la scala di Diener e Biswas-Diener, che misura la frequenza (da 6 a 30) di sei emozioni positive (positività, benessere, piacere, felicità, gioia e serenità) vissute recentemente dagli individui, i lettori hanno un indice superiore ai non lettori: rispettivamente 21,69 Vs 20,93 (una differenza statisticamente significativa). In particolare, i lettori provano più spesso “benessere” rispetto ai non lettori.

I lettori provano emozioni negative meno spesso dei non lettori

Secondo un’altra dimensione della stessa scala di Diener e Biswas-Diener, che misura la frequenza (da 6 a 30) di sei emozioni negative (negatività, malessere, dispiacere, tristezza, paura e rabbia) di cui gli individui hanno fatto esperienza recentemente, i lettori provano emozioni negative meno frequentemente dei non lettori: rispettivamente la media è di 16,84 per i lettori contro il 17,47 dei non lettori (una differenza statisticamente significativa). In particolare, i lettori provano collera con minor frequenza rispetto ai non lettori, a conferma che la lettura offre unici strumenti cognitivi per affrontare le difficoltà.

I lettori sono più soddisfatti dell’impiego del loro tempo libero rispetto ai non lettori

Rispetto alla scala Van Boven e Gilovich (2003) che misura l’indice di felicità concepito dall’impiego del tempo libero (da 1 a 9), i lettori mostrano livelli superiori rispetto ai non lettori (rispettivamente 7,59 Vs 7,35; una differenza statisticamente significativa).

Per i lettori, leggere libri è l’attività più importante del loro tempo libero

L’indagine ha studiato il rilievo della lettura confrontandola con le altre attività culturali in cui si impiega il tempo libero.

La lettura è l’attività del tempo libero più importante per i lettori (in una scala 1-9, ottiene un punteggio pari a 7,86); al secondo posto troviamo l’ascolto della musica (7,31); al terzo l’informazione attraverso giornali o siti di news (7,23); al quarto lo sport e l’esercizio fisico (7,02). In fondo a questa classifica troviamo i videogame (3,23).

Per i lettori, la lettura è al quarto posto fra le attività del tempo libero che procurano felicità

Se la lettura, come appena visto, è ritenuta l’attività più importante del tempo libero dai lettori, non è la prima rispetto al concetto di felicità generata. Rispetto alla scala Van Boven, Leaf e Gilovich, da 1 a 9, al primo posto per i lettori troviamo l’esercizio fisico e lo sport (7,80), davanti all’ascolto della musica (7,74) e alle attività culturali (mostre, teatro, concerti…) che ottengono un punteggio pari a 7,52. Quarta, con un punteggio comunque molto alto, la lettura (7,24), poi a seguire l’informazione attraverso giornali o siti news, i videogame, andare al cinema, navigare in rete o stare sui social media. In fondo alla classifica il guardare la televisione.

Questo risultato non sorprende: l’indagine conferma l’attitudine dei lettori a godere del loro tempo libero, utilizzandolo in modo variegato.

Il ruolo fondamentale degli insegnanti e delle famiglie nell’educazione alla lettura

Dalla ricerca è inoltre emerso il ruolo fondamentale delle famiglie e della scuola a proposito dell’educazione dei più piccoli alla lettura. In particolare, il 68,7% dei lettori del campione ha posto l’accento sull’importanza dell’incoraggiamento a leggere da parte dei genitori durante gli anni della crescita. Allo stesso tempo, il 64,7% dei lettori del campione riconosce l’impatto positivo degli sviluppi della lettura a scuola da parte dei docenti.

In media, i lettori fronteggiano la vita in maniera più positiva rispetto ai non lettori e sanno avere tempo libero in modo più ricco e articolato.

Nella letteratura scientifica esistono diverse definizioni di felicità e di benessere soggettivo, come anche più modi per misurarli. Per questo, l’indagine non si è limitata a misurare le differenze fra lettori e non lettori utilizzando un’unica metrica. Il fatto che i risultati della ricerca siano coerenti su tutti i parametri analizzati li rende ancora più rilevanti.  


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