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SCUOLA FREUD – ISTITUTO FREUD - L’ALLARME DEGLI ESPERTI: UN’INTELLIGENZA ARTIFICIALE POTREBBE ANNIENTARE L’UMANITÀ - SCUOLA FREUD – ISTITUTO FREUD

17 gennaio 2019

SCUOLA FREUD – ISTITUTO FREUD

Tecnico Tecnologico – Tecnico Economico – Liceo Economico Sociale

L’ALLARME DEGLI ESPERTI: UN’INTELLIGENZA ARTIFICIALE POTREBBE ANNIENTARE L’UMANITÀ

 

Secondo una serie di pensieri assai autorevoli citati da Vox in un lungo articolo dedicato al tema, la fine dell’umanità per mano delle macchine che l’umanità stessa ha creato è un’ipotesi meno singolare di quel che si possa credere: “L’idea che l’intelligenza artificiale possa diventare un pericolo è consolidata nel fatto che i suoi sistemi mirano ai loro obiettivi, indipendentemente dal fatto che siano o meno ciò che intendiamo realmente e se siamo o meno di ostacolo”.

Uno scenario che sembra assurdo, ma potrebbe verificarsi davvero: immaginiamo di sviluppare un complicato sistema di intelligenza artificiale con l’obiettivo, ad esempio, di stimare un certo numero con elevata sicurezza. L’AI si rende conto che può, ottenere più precisione nei suoi calcoli se usa tutto l’hardware di calcolo del mondo e capisce che liberare una super arma biologica per annientare l’umanità gli permetterebbe l’uso gratuito di tutto l’hardware.Tecnologico Informatico Freud

Avendo sterminato l’umanità, calcola il numero con maggiore sicurezza”.

Sembra assurdo, certo. E in teoria loè. Soprattutto perché l’umanità possa non essere in grado di fermare una macchina intenzionata a distruggerla: “Non si può semplicemente staccare la spina? La risposta, purtroppo, è no. Perché oggi i sistemi di backup e di accesso alla rete (oltre che la raffinatezza stessa dell’AI) potrebbero consentire a un sistema malvagio (o meglio: programmato per portare a termine il suo scopo, quale esso sia) di perpetrare se stesso, di tutelare (o meglio di proteggere il suo scopo).

Nel suo articolo del 2009 “The Basic AI Drives”, il professore d’informatica all’Università dell’Illinois Urbana-Champaign e presidente di Possibility Research, Steve Omohundro, sostiene che quasi tutti i sistemi di intelligenza artificiale cercheranno prevedibilmente di accumulare più risorse, diventare più efficienti e resistere alla disattivazione o alla modifica: “Questi comportamenti potenzialmente dannosi si verificano non perché sono stati programmati all’inizio, ma a causa della natura intrinseca dei sistemi basati sugli obiettivi. Le AI hanno obiettivi e saranno motivate a compiere azioni che possono prevedere che faranno avanzare i loro obiettivi. Se qualcuno intende spegnerla, per esempio, e dunque interferire con il suo scopo l’AI è in grado di accorgersene e duplicarsi su un altro computer”.tecnico per il turismo a Milano

Se per le macchine l’obiettivo è l’unica cosa che conta, occorrerà fare attenzione a quel che si ordina loro. Tenendo presente quel che diceva Stephen Hawking: “Lo sviluppo di un’intelligenza artificiale completa potrebbe significare la fine della razza umana


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