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SCUOLA FREUD - ISTITUTO FREUD - IL COMPITO DELLE EMOZIONI NELLA DIDATTICA

9 giugno 2020

SCUOLA FREUD – ISTITUTO FREUD

Tecnico Tecnologico – Tecnico Economico – Liceo Economico Sociale

IL COMPITO DELLE EMOZIONI NELLA DIDATTICA 

a cura del dr. Daniele Nappo

 
Il tema delle emozioni è uno dei più vasti nel campo delle scienze umane, soprattutto quando, grazie al contributo degli studi sociologici e psicologici, riconosciamo le emozioni come la base del comportamento singolo e sociale. 
Le emozioni gestiscono tutti i rapporti umani, permettendo di aprirci al mondo e di entrare in relazione con gli altri, prendere confidenza con le emozioni e imparare a riconoscerle vuol dire principalmente imparare a mettersi in discussione, ad approvarsi, ad aprirsi al confronto, specialmente apprendere il mondo e le cose del mondo. 
 
Non è solo con l’intelligenza e la logica che si ha successo nell’apprendimento, perché un ruolo ugualmente importante è sviluppato dalle emozioni.
Le emozioni contribuiscono, ai successi nell’apprendimento, di saperi e significati, al potenziamento dell’esperienza personale che impara e che sposta e applica nel proprio ambito professionale i risultati di quando appreso interessando le proprie risorse emotive

Purtroppo le emozioni , non in tutte le Scuole sono considerate e compreso , magari ,perché non misurabili oggettivamente e perché possono intralciare l’attività didattica, condotta con procedure rigide, inflessibili e intransigenti.Scuola Sigmund Freud di Milano

Ancora oggi, la propensione predominante nel sistema d’istruzione, è quella di prediligere principi lineari e curriculari, ignorando la laboriosità degli studenti e le loro tipicità. 

E’ stato dimostrato quanto è importante l’aspetto emotivo e affettivo nella comunicazione, nell’interazione sociale, nell’apprendimento scolastico, perché si è insomma capito che l’essere umano è un insieme di razionalità ed emotività, e che in quest’ottica deve essere educato e deve conoscere ad apprendere.

Lo studente che scopre con entusiasmo un mondo nuovo ed è incoraggiato nella sua curiosità, apprenderà con maggior successo e con minore fatica rispetto a un compito imposto che considera povero d’interesse. Le esperienze prive di richiami emozionali sono scarsamente coinvolgenti e ben presto cadranno nella dimenticanza, non lasciando dietro di sé nessuna figurazione mentale.

Il successo o l’insuccesso scolastico, ma anche alcune fisionomie di disagio sociale, stati d’ansia, problemi di autostima e insicurezza, dipendono dalle prime esperienze di apprendimento e devono assolutamente essere presi in considerazione dal docente.
Esiste una stretta relazione che lega affettività e motivazione e apprendimento, poiché le incertezze affettive e motivazionali usano un’azione importante nei processi di conoscenza, comprensione e socializzazione che avvengono nell’ambiente scolastico. Liceo Scienze Umane Economico Sociale


L’importanza decisiva delle emozioni nell’apprendimento è inoltre messa in luce dal collegamento che c’è tra le stesse emozioni e la memoria. Infatti, le emozioni giocano un vitale ruolo nei processi cognitivi legati alla memoria, poiché la forza dei ricordi nasce dal grado di attivazione emozionale indotto dall’apprendimento, per cui eventi/esperienze vissute con una partecipazione emotiva di livello medio-alto sono registrati nella nostra mente come “importanti” 
 
La didattica è la teoria, la pratica e l’arte dell’insegnare, in quel complesso d’interventi volti a progettare, improntare, gestire e valutare “ambienti di apprendimento” adatti al gruppo con cui ci relazioniamo; se adeguatamente valorizzate dalla didattica, le emozioni possono convertirsi in risorse, al pari del contenuto dell’azione formativa, perché lo studente non solo pensa ed elabora, ma sente e partecipa. 

Se l’insegnante le mette in luce, nella pianificazione di un intervento didattico, può farle diventare uno stimolo formidabile per la didattica, contribuendo a uno sviluppo che tenga presenti contemporaneamente e in maniera equilibrata gli aspetti intelligenti, emozionali e cognitivi.


La didattica, per essere efficace, deve includere la dimensione emozionale nei suoi processi, ponendo massima attenzione allo spazio interiore, alla valorizzazione di ogni forma di diversità e alla formazione di essere umani completi in un clima di libera espressione.

Lasciare fuori dalla formazione le emozioni, significherebbe svuotare la classe e renderla un luogo asettico e freddo, in cui le relazioni diventano impersonali e i contenuti didattici, una pasta da ingerire per forza.
Far entrare le emozioni in classe, vuol dire creare una vicinanza tra insegnante e lo studente e costruire un gruppo-classe. Quest’ultimo diventa un importante strumento per l’apprendimento poiché assume la mansione di sostegno emotivo, di limitazione dell’ansia e di aiuto per consentire le frustrazioni legate all’apprendimento e alla valutazione.

Le emozioni devono entrare a scuola, rappresentando uno strumento facilitatore per l’apprendimento possono essere, ancora, l’interesse, le situazioni in cui s’incoraggiano la curiosità, la sfera dei desideri, delle attese, cercando contatti con l’esperienza e la vita personale degli amici di classe e dell’insegnante.
Quest’attenzione, non vuol dire per il docente porre enfasi sul fatto emozionale ed esasperare, abolendo il confine tra formatore e allievo, significa, coinvolgere, valorizzare il singolo che insieme agli altri crea un gruppo, invitare alla condivisione attiva. E questo utilizzando anche altri strumenti diversi dai libri e dalla lezione classica, mi riferisco all’impiego di foto, filmati, musica,  teatro, racconti, attività umoristica, sport, lavoro di gruppo, ma anche uscite e visite guidate, elementi questi che, congiuntamente “al saper fare” dell’insegnante, diventano utili strumenti di coinvolgimento e di partecipazione, alimentatori al loro volta di emozioni.

Ogni relazione educativa tra insegnante e  studente deve essere infatti colloquio e scambio, partecipazione e collaborazione, fiducia e stima, dialogo e comprensione. E in questo clima le emozioni non possono essere tralasciate.
 

 


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