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22 luglio 2016

Secondo una recente statistica oltre il 40% degli americani con almeno un tatuaggio, desidererebbe cancellarlo o non averlo mai fatto.

Certo anch’io penso che la moda è moda e come un temporale passeggero  arriva, appassionando tutti ma poi passa, per poi ritornare. E negli ultimi anni ho visto un grosso aumento dell’adozione di questa “forma d’arte”. Istituto Tecnico Economico 

Si vero è che le origini del tatuaggio hanno radici antichissime: le famose mummie egiziane o il corpo congelato ritrovato sulle Alpi e risalente a più di 3000 anni fa. Anche nei testi più antichi della storia dell’uomo e persino nella Vecchio Testamento si da notizia di tatuaggi è presumibile che siano nati con le primissime civiltà.

 “Tattau”, significa “segnare”, è la cultura polinesiana più di tutte ha concorso alla trasformazione e all’espansione del tatuaggio nel mondo: quando James Cook, celebre esploratore inglese, tornò dalla sua esplorazione nel pacifico raccontò a tutti di questi strani stampi che gli indigeni si facevano disegnare sulla pelle e ben presto essi diventarono un simbolo di esotico in tutta l’Europa di quegli anni.

I polinesiani associavano “quest’arte di decorazione del corpo” alle loro credenze tribali e mistiche. I tatuaggi compiuti durante cerimonie molto elaborate, avevano lo scopo di parlare e testimoniare i passaggi fondamentali della vita di una persona, la maturità e il ruolo sociale. Da un tatuaggio era possibile capire quindi la tribù di appartenenza, il rango e persino lo stato coniugale di un individuo.

In culture differenti però, i tatuaggi hanno ed hanno avuto un concetto diverso:

ai tempi dei romani erano usati per identificare gli schiavi ed i fuorilegge. Appartenere a una di queste categorie sosteneva quindi un segno indelebile per tutto il resto della propria vita. Scuola Paritaria 

I marinai li usavano ai tempi delle colonizzazioni Inglesi come memoria e testimonianza dei propri viaggi e delle proprie avventure per il mondo.

Oggi, avere un tatuaggio indica per molti decorare il proprio corpo specialmente per un fatto estetico e nulla più. Per altri invece i tatuaggi sono un modo per comunicare e svelare gli aspetti più profondi del proprio carattere. Ma esiste ancora chi decide di portarlo con sé seguendo le antiche tradizioni.

Anche se il concetto principale resta lo stesso, le tecniche e gli strumenti per eseguire il tatuaggio sono molto cambiati nel tempo. In antichità si usava l’hand poke: erano adoperati bastoncini di legno, ossa di animali o altri oggetti appuntiti che potessero far penetrare il colore sotto la pelle, battendoli su un’estremità. Anche i colori si ottenevano in modo differente, ricavandoli da estratti vegetali e cenere. Istituto Tecnico Tecnologico 

Oggi invece si usano delle macchinette che, spostando un ago sul suo asse maggiore ne permette la penetrazione nello strato inferiore di epidermide. La frequenza con cui un ago compie queste operazioni è di circa cinquanta volte il secondo e dipende dal tratto che si sta usando e dal disegno stesso che si sta realizzando.

Anche gli aghi hanno un ruolo importante nel tatuaggio e possono avere larghezze differenti secondo il tratto da eseguire (il contorno, la sfumatura, l’ombreggiatura o la colorazione).

A mio parere un modo per uscire dall’anonimato e dalle convenzioni di questo secolo, forse un modo per creare una personalità che appartiene a pochi, un modo sicuramente per mettersi in vetrina per mostrare con orgoglio una propria dignità raffigurata da forme e linee non riconducibili velocemente a qualcosa ; i giovani , ma a dir il vero anche i non più giovanissimi ,vantano e mostrano su tutto il corpo ,anche in parti ben visibili, il tipico particolare essersi modernizzato .

Mi domando cosa accadrà, quando la moda trasformerà il suo volto, a tutte queste persone che permarranno scarabocchiate.

 


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