Che cosa occorre per fare scuola bene?
Al riguardo, Clayton scrive che ‹‹ si può tracciare il seguente modello dell’attività dell’insegnante:
Egli (l’insegnante):
1. determina i risultati auspicati;
2. esamina lo scolaro e valuta il suo livello effettivo di apprendimento;
3. specifica gli obiettivi dell’insegnamento alla luce dei punti 1) e 2);
4. seleziona le informazioni, i temi di studio e mette a punto i metodi;
5. impegna lo scolaro in attività che presume lo portino all’apprendimento;
6. dirige e guida le attività di apprendimento;
7. crea situazioni che permettano di utilizzare gli apprendimenti acquisiti;
8. valuta i risultati del processo ›› (1).
In sintesi, l’insegnante, anzi gli insegnanti, lavorando in team:
1.1.
precisano, nell’ambito del POF quali sono gli obiettivi a lungo termine da perseguire nell’ambito della scuola per la formazione di base e, sulla base di questi, gli obiettivi a medio termine, da perseguire nelle singole annualità della propria scuola;
2.2.
effettuano una puntuale analisi dei livelli di sviluppo e di apprendimento dei singoli alunni e dei loro ritmi e stili di apprendimento;
3.3.
definiscono, di volta in volta, gli obiettivi dei singoli moduli didattici e delle singole unità didattiche, sulla base dei punti 1) e 2):
4.4.
individuano i contenuti culturali e predispongono i percorsi didattici individualizzati che possano consentire agli alunni di perseguire gli obiettivi specifici di cui al punto 3), privilegiando le metodologie della ricerca/riscoperta/ricostruzione/reinvenzione;
5.5.
motivano e impegnano gli alunni nelle attività predisposte;
6.6.
curano la “regia didattica“ delle attività di apprendimento;
7.7.
predispongono “percorsi didattici“ che consentano di consolidare gli apprendimenti acquisiti;
8.8.
valutano i risultati dei processi apprenditivi e formativi, durante e al termine del loro svolgimento.
È questo l’impegno professionale richiesto ai docenti per assicurare il successo formativo di tutti gli alunni.
Evidentemente, si tratta di un impegno che richiede competenze che non si può ritenere di avere acquisito una volta per sempre, ma che richiedono un impegno continuo di aggiornamento, il quale potrà essere assicurato solo attraverso una nuova organizzazione dell’attività di formazione e di aggiornamento, quale si ritrova delineata nel Regolamento dell’autonomia scolastica e nella direttiva 210/1999 a tal riguardo infatti la nostra scuola durante l’anno scolastico si fa carico di proporre ed iscrivere i docenti a corsi di formazione e aggiornamento.
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