Cosa è la didattica?
1. La didattica è organizzazione della conoscenza in modalità, tempi e dosi che siano apprendibili dal discente (aspetto cognitivo).
2. La didattica è anche educazione al comportamento socialmente corretto, seguendo il modello del didatta o dell’insegnante.
La didattica implica due parti:
1. La parte dell’insegnante che deve insegnare
2. La parte del discente che deve apprendere
La didattica costituisce anche la gestione del rapporto interattivo di insegnamento, di scambio tra docente e discente.
Solo una parte apprende?
1. Sarebbe erroneo ritenere che nel rapporto didattico apprende solo una parte (quella del discente o dello studente) mentre l’altra parte (già sapiente) si limita ad insegnare.
2. L’esperienza ci insegna che un buon insegnante si forma dopo anni di didattica e che apprende dal suo “essere insegnante” a migliorare sia il rapporto con gli studenti che il proprio ruolo di didatta.
Assumere la parte dell’altro
1. Un buon docente si pone anche dalla parte del discente per comprendere gli effetti e l’efficacia della propria “pratica” di docente.
2. La comprensione dei comportamenti dell’altro (anche se severamente limitato) non implica che “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”.
Organizzazione di un percorso didattico adeguato
1. L’operazione implica l’organizzazione dell’insegnamento e delle attività correlate lungo un segmento temporale che abbia un inizio ed un fine
Inizio Fine
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Segmento temporale
Programma didattico
1. Identificazione di fini e mezzi
2. In termini operativi:
3. Identificazione di singoli obiettivi
4. Identificazione dei mezzi per raggiungerli
5. Definizione degli obiettivi
6. Implica la capacità di spezzare i fini che si perseguono nel percorso didattico in obiettivi raggiungibili operativamente
Ottimizzazione dell’apprendimento
1. La didattica è ottimizzazione dell’apprendimento nei termini di chi deve imparare a conoscere e non di chi sa già.
2. Regolare fini e mezzi per raggiungere gli obiettivi didattici desiderati.
Prima della scelta dei mezzi deve essere regolata la scelta degli obiettivi perseguibili.
La capacità didattica si valuta alla fine e non all’inizio
La capacità didattica si valuta in termini di acquisizioni ottenute al termine di un percorso, e non all’inizio dello stesso.
Ciò implica da parte del didatta la costanza di arrivare al termine dell’opera con dei risultati che non abbiano una natura effimera, un obiettivo legittimo, ma anche ambizioso ed ottenibile da una didattica in continuo miglioramento.