L'introduzione del diritto alla riservatezza nel nostro ordinamento giuridico si muove nel solco delle importanti riforme che hanno caratterizzato gli anni 90, dirette al consolidamento del rapporto tra cittadini e istituzioni, tra cui ricordiamo la legge sulla trasparenza e la partecipazione all'azione amministrativa, nonché l'istituzione di Authority di vario tipo.
Già la legge n. 675/96, dando attuazione a una direttiva comunitaria, aveva cominciato a regolare il diritto alla riservatezza di informazioni concernenti persone fisiche e giuridiche.
Ha fatto seguito la creazione di un organismo tecnico – l'Autorità Garante – deputato ad importantissimi compiti in questa delicata materia e, finalmente, il 1° gennaio 2004 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, denominato "Codice in materia di protezione dei dati personali" generalmente conosciuto come il Codice della Privacy.
Esso ha lo scopo di garantire che il trattamento dei dati personali, ossia qualunque informazione relativa a una persona fisica o giuridica, si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità degli interessati.
Particolare attenzione viene poi dedicata dal Codice ai cosiddetti dati sensibili, cioè quei dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rilevare lo stato di salute e la vita sessuale.
A differenza dei soggetti privati, per il trattamento dei dati personali i soggetti pubblici - quindi anche le scuole – non hanno l'obbligo di chiedere il consenso degli interessati – ad esempio alle famiglie degli studenti - in quanto il trattamento è svolto nell'esercizio di funzioni istituzionali obbligatorie.
Resta, comunque, l'obbligo di fornire a tutti i soggetti interessati – famiglie, dipendenti, fornitori, etc. – una informativa.
Essa consente all'interessato di venire a conoscenza del trattamento dei dati che lo riguardano, dei fini perseguiti attraverso il trattamento, delle modalità del trattamento e di altre informazioni dirette a far acquisire una consapevolezza piena dei propri diritti, da proteggere in modo effettivo anche attraverso i mezzi di tutela previsti a suo favore.
In particolare, per quanto riguarda il trattamento dei dati sensibili, si è in attesa di un Regolamento ministeriale che specifichi i tipi di dati, le operazioni eseguibili e le finalità di rilevante interesse pubblico perseguite.
Sempre in ambito scolastico, l'art. 96 del Codice prevede che, al fine di agevolare l'orientamento e l'inserimento professionale, soltanto su richiesta degli interessati la scuola può comunicare, anche a privati e per via telematica, i dati relativi agli esiti scolastici degli studenti e altri dati personali diversi da quelli sensibili quali il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita, nonché l'indirizzo.
Lo schema di informativa alle famiglie degli alunni e agli alunni, predisposto dall'Istituto "S.FREUD", rispetta tutte queste condizioni e costituisce un valido strumento a garanzia degli interessati.